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Concerto sinfonico al TMB con Giulio Plotino e Vadim Pavlov

Concerto sinfonico al Teatro Massimo Bellini all’insegna di sonorità appropriate alle feste di fine anno. Sul palco due fuoriclasse indiscussi: il violinista Giulio Plotino, qui anche nella veste di direttore d’orchestra, ed il violoncellista Vadim Pavlov, che ancora una volta per la sua padronanza assoluta dello strumento ha dimostrato di essere un grande musicista.

Il tappeto sonoro natalizio ha puntato sulla“Sinfonia della Danza” di Ludwig van Beethoven, cioè la celebre n. 7, apoteosi della vivacità musicale e del senso di festa. Nello stesso concerto, gli orchestrali del TMB ed i due solisti hanno eseguito pezzi di raro ascolto.

Il primo ad entrare in scena è stato il violinista Plotino con una composizione di Niccolò Paganini: “Le Couvent du Mont Saint Bernard Ms 67” con la Religiosa Introduzione al Rondò del Campanello, per violino orchestra e coro maschile.
Efficace il colpo di scena iniziale: dal silenzio della sala buia sono emerse le voci virili dalla penombra dei palchi e, neri neri come se indossassero tuniche agostiniane, i coristi hanno intonato il loro Mattutino, seguito dal risveglio aurorale, evocato dal suono della campanella e del violino. Qualcosa nell’esecuzione però non è andata per il verso giusto (impercettibili stonature, passaggi appena sbavati): non per niente era venerdì 17…
Il pubblico ha comunque applaudito il maestro, che ha bel suono e straordinaria agilità tecnica, oltre che una brillante carriera: quarto posto al Premio Paganini e non è poco! Ma, se si decide di essere anche direttore d’orchestra, oltre che valente strumentista, occorre anche maturità tecnica e nerbo.

Il Concerto n. 2 per violoncello e orchestra di Alfredo Piatti (1822-1901), eseguito magistralmente dal maestro Pavlov, strumentista di impeccabile precisione tecnica e chiare idee musicali, ha portato il pubblico a godere pienamente le immagini di bellezza melodica e virtuosistica offerte dal brano: un intreccio tra una focosa Tarantella napoletana e i temi melodici romantici (nei cantabili si sentivano affinità con Bellini e Verdi). Una sorpresa per il pubblico catanese, giacché a memoria d’uomo questo concerto di Piatti non era mai stato presentato al Bellini

Estrema difficoltà tecnica e sonora ha presentato anche il bis proposto dal violoncellista Vadim Pavlov: la Sonata in D di Pietro Antonio Locatelli (1695-1764) rifatta da Alfredo Piatti e trascritta per quintetto d’archi da Giuseppe Giacalone, professore dell’orchestra del TMB. Con questo brano allegro e spumeggiante si è concluso brillantemente il concerto.

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