Comune di Catania, affaire Grasso. Cgil, Cisl, Uil e Ugl: “Querelle M5S – vicesindaco non sia strumento di ricatto sulla pelle di un’intera città che sta vivendo un vero dramma”

“La misteriosa, singolare e squallida vicenda della telefonata tra l’ex capogruppo in consiglio comunale del M5S ed il vicesindaco del Comune di Catania, non può e non deve diventare strumento di ricatto, da parte del partito di maggioranza del governo nazionale, sulla pelle di un’intera realtà cittadina che sta vivendo un vero e proprio dramma a causa del dissesto economico – finanziario. Se infatti le parole dell’assessore al bilancio sono comunque da condannare e poco opportune in una fase delicata come questa, quanto pronunciato ieri in conferenza stampa da un senatore della Repubblica ed autorevole esponente del M5S, affiancato da alcuni rappresentanti del movimento stesso, è di una gravità assoluta e ci fa allarmare e non poco per ciò che potrà accadere ad un’intera comunità.” Lo dicono i segretari generali territoriali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, aggiungendo: “Non vorremmo – infatti – che quest’episodio possa tramutarsi nella scusa perfetta per consentire al gruppo di maggioranza in parlamento di smarcarsi definitivamente rispetto ad una problematica che fino ad ora ha sempre cercato di non voler affrontare. Prima lo scaricabarile con la Lega e le parole espresse dalla senatrice Drago in Prefettura, poi il pretesto delle frasi utilizzate nei confronti della attuale capogruppo nel civico consesso catanese, sembrano essere circostanze preziose per il M5S per non assumersi la chiara responsabilità di contribuire al salvataggio dal totale fallimento di una città sul piano economico, sociale, occupazionale. Una Catania che, in termini di consenso, in questi anni è stata alquanto benevola con lo stesso partito in diverse occasioni. Pertanto – concludono – Giacomo Rota, Maurizio Attanasio, Enza Meli e Giovanni Musumeci – auspichiamo una netta presa di posizione da parte dei vertici del movimento nel prendere le distanze dall’ennesima sortita del loro rappresentante etneo, avviando una seria e concreta collaborazione con i vertici istituzionali locali sulla questione dissesto, mentre chiediamo al vicesindaco (che ha incassato la fiducia dal sindaco) meno parole e più fatti perchè ancora oggi abbiamo visto ben poco di ciò che l’amministrazione è chiamata responsabilmente a fare per evitare il tracollo dell’ente comunale, per non parlare poi della lotta all’elusione e evasione fiscale.”

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