CHIUSURA SCUOLE, ORDINANZE COMUNALI INOPPORTUNE E SPROPORZIONATE

L’ordinanza di chiusura totale delle scuole di ogni ordine e grado emanata dal sindaco Pogliese, e assieme ad altri soli otto sindaci dell’area metropolitana, per i giorni di venerdì 8 e sabato 9 gennaio, alla luce dell’ultima ordinanza del Presidente della Regione Siciliana, appare ancora più inopportuna e sproporzionata per le conseguenze che ha generato sulle famiglie, sulle scuole, sugli alunni disabili e sugli operatori addetti alla loro assistenza.
Lo affermano i segretari generali di Cgil e Cisl Catania, Giacomo Rota e Maurizio Attanasio, assieme ad Adriano Rizza, segretario della Flc Cgil Sicilia nonché reggente della Flc Cgil Catania, e Ferdinando Pagliarisi, segretario generale della Cisl Scuola Catania.
«Pur non entrando nel merito delle valutazioni di natura sanitaria che dovrebbero giustificare tali decisioni – aggiungono i quattro dirigenti sindacali – riteniamo che in futuro i sindaci, e soprattutto il sindaco del capoluogo, nell’assumere tali gravi decisioni non possano lasciarsi tentare da derive populistiche e influenzare da organismi non titolati».
«La decisione di Pogliese e degli altri sindaci catanesi – spiegano Rota, Attanasio, Rizza e Pagliarisi – appare incomprensibile anche perché presa a ridosso della scadenza dell’11 gennaio, data in cui il CTS nazionale potrebbe addirittura indicare una chiusura generale, ma con le relative programmazioni e la salvaguardia di alcuni livelli essenziali già previsti nei decreti e nelle misure del governo nella fase acuta della pandemia. Tra cui, ad esempio, la programmazione della Didattica a distanza (DAD) per le scuole. Invece, Pogliese e gli altri primi cittadini hanno affrontato la vicenda alla stregua delle usuali allerte meteo».
«Riteniamo invece necessario sottolineare – aggiungono – che decisioni di tale impatto andrebbero prese col supporto di dati e notazioni scientifiche, e non assecondando i suggerimenti di soggetti alla ricerca di facili protagonismi.
Hanno pensato i sindaci alle conseguenze di tali decisioni su tutti i soggetti interessati?
Le famiglie, trovatesi nella totale confusione, perché messe davanti al fatto compiuto nel breve volgere di poche ore, dalla sera alla mattina.
I dirigenti scolastici che, davanti alla disposizione di chiusura totale, non hanno avuto la possibilità di organizzare misure alternative come la DAD, per non erodere ulteriormente le 200 giornate necessarie per validare l’anno scolastico, e darne comunicazione a docenti e famiglie
Gli studenti con disabilità che vedono ancora una volta disattesi i loro diritti allo studio e all’inclusione didattica e sociale
I lavoratori dell’assistenza all’autonomia e comunicazione e all’igiene personale che si vedono ulteriormente penalizzati economicamente, in quanto già da un mese non prestano la propria opera. Chi si assumerà la responsabilità delle conseguenze di tutto questo?»
Secondo i segretari di Cgil, Cisl, Flc Cgil e Cisl Scuola si poteva fare diversamente. «I sindaci avrebbero potuto semplicemente sospendere le lezioni in presenza, sempre che avessero avuto da organismi competenti la certezza che il pericolo provenisse dalle scuole. Così, del resto prevede la nuova ordinanza del presidente Musumeci, visti anche gli sforzi fatti da amministratori, docenti e dirigenti scolastici per rendere la scuola un luogo sicuro».
«Ci auguriamo concludono Rota, Attanasio, Rizza e Pagliarisi – che per il futuro gli amministratori comunali catanesi mostrino più senso di responsabilità rispetto alle conseguenze delle loro decisioni assunte a cuor leggero, non solo in materia scolastica ma anche per altre vicende che riguardano il bene comune».

Redazione Administrator
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