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Il cereo dei pescivendoli

Sfilando in quarta posizione, con un’annacata unica data dal movimento dei fiori posizionati nel secondo ordine, che ondeggiano in rilievo, e che le conferiscono un’andatura frizzante, guidata da altrettanti devoti vivaci, “a’ bersagliera” marcia imperterrita ogni anno, in occasione della nostra festa cittadina. Il cereo dei pescivendoli è in stile rococò siciliano ed i suoi preziosi ornamenti oro, fanno da scenografia perfetta ed unica, alle rappresentazione del martirio di Agata, che vengono contemplate in tutto il loro significato storico religioso. Insieme ai gaglirdetti ex voto con i nomi delle famiglie cui vengono offerti in onore alla patrona catanese, vi sono ai quattro angoli del secondo ordine dei putti che impreziosiscono la candelora, ed intorno a questi vi sono statue di santi, con la personalizzazione di onorare oltre che S. Agata anche il patrono dei pescatori: S. Francesco di Paola; ed infine le raffigurazioni di pesci che completano il cereo. Per poter permettere un movimento armonico ed un andatura ondulante, la struttura presenta cinghie e stanghe robuste che sollevate ed annacate dai devoti, le fanno avere movenze uniche e distinte dalle altre candelore. Siamo siciliani, siamo catanesi, e la pesca è un settore importante, i “pisciari” vivono del loro pescato, una vita pesante ma che è contornata dalla passione per il mare e di un mestiere che è nato  quasi insieme all’uomo. I devoti tengono inoltre all’organizzazione che riguarda i festeggiamenti agatini, sono molto scrupolosi anche nello scegliere le musiche adatte per l’annacata; quando si pensa ai pescatori, inevitabilmente si pensa al Verga ed ai ” Malavoglia”, romanzo ispirato proprio alla vita dei pescatori di Aci trezza, raccontando la dura vita del pescatore. Così i  cosidetti “pisciari”, onorano la  santa patrona in tutto il loro splendore, da vivere in compostezza di una fede cristiana che attraverso questo cereo  narra di tradizione, ed amore infinito per la nostra amata Santuzza.

guestauthor Autore
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