Celebrati dall’Ambasciata azerbaigiana presso la Santa Sede il Giorno dell’indipendenza dell’Azerbaigian e il centesimo anniversario del Leader Nazionale.

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Celebrati dall’Ambasciata azerbaigiana presso la Santa Sede il Giorno dell’indipendenza dell’Azerbaigian e il centesimo anniversario del Leader Nazionale.

COMUNICATO STAMPA.

L’Ambasciata della Repubblica dell’Azerbaigian presso la Santa Sede ha organizzato il 23 maggio un ricevimento presso il Centro Culturale dell’Azerbaigian, a Roma, in occasione del Giorno dell’Indipendenza, Festa Nazionale della Repubblica dell’Azerbaigian e del centesimo anniversario del Padre della Patria, Heydar Aliyev.

Ad accogliere gli ospiti l’Ambasciatore Ilgar Mukhtarov, che ha salutato gli invitati con un discorso in cui ha evidenziato l’importanza della data del 28 maggio per la storia dell’Azerbaigian: “ricordata dal popolo azerbaigiano per gli incredibili risultati, tra cui il maggiore è stata la fondazione della democrazia parlamentare”. 105 anni fa, il 28 maggio, fu infatti fondata in Azerbaigian la Prima Repubblica democratica secolare nel mondo musulmano, la cui eredità sopravvive ancora. L’Azerbaigian, ha ricordato l’Ambasciatore, “fu il primo paese nel mondo musulmano a garantire il diritto alle donne di votare ed essere elette, nel 1918”. L’anniversario di quest’anno è caduto in un momento particolarmente importante: i 31 anni di relazioni diplomatiche tra l’Azerbaigian e la Santa Sede e il 100° anniversario del Leader Nazionale dell’Azerbaigian, Heydar Aliyev. Fu proprio il Leader Nazionale, ha ricordato l’Ambasciatore, ad avviare le relazioni con la Santa Sede, con il suo viaggio in Vaticano nel 1997. Tali relazioni sono andate rafforzandosi di anno di anno, e la recente creazione di un’Ambasciata residenziale dell’Azerbaigian presso la Santa Sede è “un indicatore dell’importanza che la leadership azerbaigiana attribuisce alle relazioni bilaterali”. L’Ambasciatore ha poi ricordato il carattere multietnico e multiconfessionale del popolo azerbaigiano, citando le parole di Papa Giovanni Paolo II in visita in Azerbaigian nel 2002, che proprio alla coesistenza pacifica nel paese tra le varie religioni aveva fatto riferimento. L’Ambasciatore Mukhtarov ha anche rammentato la diffusione del cristianesimo in Azerbaigian, con la Chiesa Cristiana Albana nel villaggio di Kish emersa come una delle prime chiese cristiane del Caucaso, ai tempi dei discepoli di Gesù.

Parlando delle relazioni tra Azerbaigian e Santa Sede, l’Ambasciatore ha poi ricordato la citata visita del 2002 di Giovanni Paolo II in Azerbaigian, le visite del Presidente Ilham Aliyev nel 2005, 2015 e 2020 alla Santa Sede e la visita di Papa Francesco a Baku nel 2016. Ha poi elencato i molti progetti realizzati e in essere, nati dalla cooperazione bilaterale, anche grazie all’impegno del Primo Vice Presidente dell’Azerbaigian Mehriban Aliyeva, e della Fondazione Heydar Aliyev, da lei presieduta.

In conclusione, l’Ambasciatore Mukhtarov ha rammentato che l’Azerbaigian, dopo la liberazione dei suoi territori rimasti per tre decenni sotto occupazione armena, ha avviato lavori di ricostruzione su vasta scala, che comprendono anche i monumenti religiosi. L’Azerbaigian, ha evidenziato, “sostiene sempre una pace a lungo termine nel Caucaso del Sud” e l’unico modo perché ciò avvenga e’ il rispetto della sovranità, dell’integrità territoriale e dei confini internazionali degli Stati.

A seguire ha preso la parola Mons. Miroslaw Wachowski, Sottosegretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede, che ha evidenziato i sentimenti di amicizia e apprezzamento della Santa Sede per le relazioni bilaterali con la Repubblica dell’Azerbaigian, caratterizzate da cordialità e rispetto. Il sottosegretario ha ricordato il 100mo anniversario del Leader Nazionale dell’Azerbaigian e ha salutato positivamente i 31 anni di relazioni diplomatiche e l’apertura di un’Ambasciata residente della Repubblica dell’Azerbaigian presso la Santa Sede, che sicuramente faciliterà i rapporti e di cui ha ringraziato il Presidente Ilham Aliyev. Mons. Wachowski ha poi evidenziato il carattere multiculturale dell’Azerbaigian, citando anche le parole di Papa Francesco e ricordando che l’Azerbaigian e’ uno Stato aperto al “dialogo con le religioni, inclusa la Chiesa Cattolica”.

La serata è proseguita con un intrattenimento musicale di artisti azerbaigiani, che si sono esibiti nel mugham, forma musicale tradizionale dell’Azerbaigian e con un ricco buffet con piatti tipici della cucina azerbaigiana, preparati per l’occasione dagli chef del noto ristorante di Baku Mangal Steak House, giunti appositamente dall’Azerbaigian.

Grande partecipazione e apprezzamento da parte degli ospiti, esponenti del mondo diplomatico, religioso, accademico e dei media.

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