Catania, stop al degrado del parcheggio di via Ala, la Ugl chiede l’affidamento alla “Sostare”. “Recuperare il bene a tutela dei lavoratori che oggi operano in locali fatiscenti”

Erba incolta, alta, strutture danneggiate e “colorate” dai writers, spazzatura in più parti E’ così che si è presentata l’area di via Ala, a pochi passi dall’istituto scolastico “Quintino Majorana” di Catania, agli occhi dei sindacalisti della Ugl di Catania che, nei giorni scorsi, hanno dato vita ad un sopralluogo. “La vista di un simile degrado nel cuore della città fa davvero male al sentimento civico di ognuno di noi – racconta con amarezza il segretario territoriale Giovanni Musumeci. Ci risulta, peraltro, che giornalmente durante le ore notturne l’immobile, di proprietà comunale, diventa facile ritrovo di malviventi, tossici e ubriachi, i quali ne approfittano della mancanza di barriere protettive per entrare dentro. Assurdo se si pensa, peraltro, che la zona è densamente abitata. E pensare che questo luogo, che di fatto è un parcheggio, era stato ristrutturato anni fa proprio per essere affidato alla partecipata comunale “Sostare”. Soldi pubblici spesi per destinarlo al servizio “Rimozione”, tutt’oggi invece ancora ubicato all’interno di locali in affitto – aggiunge il segretario – che tra l’altro sono totalmente inadeguati per la sicurezza dei lavoratori, considerato che operano in spazi fatiscenti ed angusti costituiti da moduli per cantiere e, quindi, del tutto provvisori. Nonostante quindi il Comune abbia un cespite di proprietà da assegnare ad una sua società, si preferisce continuare a spendere annualmente migliaia di euro pur continuando ad invocare una razionalizzazione dei costi. Per questo motivo – conclude – ci rivolgiamo al sindaco Salvo Pogliese perché possa raccogliere il nostro appello e disporre la destinazione del bene pubblico alla “Sostare”, attraverso un accordo per il recupero dello stesso, così da porre fine ad un fitto passivo e valorizzare ciò che è proprio dell’ente. Come Ugl crediamo che, in una fase particolarmente difficile come quella che stiamo vivendo, ogni risorsa che è disponibile non debba essere sottovalutata bensì, al contrario, utilizzata a dovere per il bene non solo della tenuta dei bilanci, ma dell’intera collettività che potrà così beneficiare di un presidio di legalità.”

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