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Catania infangata dalla stampa francese

L’articolo pubblicato il giorno di Ferragosto sul giornale francese Le Parisien, a firma di Nicolas Jacquard, è assolutamente vergognoso per le cose che dice e offensivo per la nostra città per le menzogne che contiene. Chissà a quali fonti ha attinto il giornalista transalpino. Vorremmo tutti saperlo. Ancora più vergognoso, però, è il compiacimento di alcuni catanesi che, per ideologia o per ragioni personali, hanno gridato con gioia per questa ondata di fango che è stata gettata su Catania. A meno che Jacquard sia talmente bravo ad avere attinto ad altre e più aggiornate fonti, secondo quanto esposto nello scorso mese di dicembre dall’allora questore Salvatore Longo, a Catania nel 2014 sono diminuiti i furti, gli scippi e le rapine. Il 22 dicembre scorso sono stati infatti presentati i dati ufficiali a consuntivo dell’attività delle forze di polizia realizzate nel corso dell’anno passato. «A fronte di una diminuzione dei reati, si segnala un aumento degli arresti, segno che l’attività di prevenzione funziona e dà i suoi frutti» tenne a precisare Longo che aggiunse: «Sul versante delle rapine, per esempio, sono state fermate il 50% delle persone in più rispetto allo scorso anno». Altri dati parlano in maniera estremamente chiara: il 69% in più di arresti per associazione a delinquere semplice (181 nel 2014 contro i 90 del 2013), e il 60% in più per lo stesso reato con l’aggravante dello stampo mafioso (93 nel 2014 contro i 19 del 2013). Per quanto riguarda i borseggi, secondo la classifica del Sole 24 Ore Catania per il 2014 è al 58° posto con un incremento di appena 10 atti criminali ogni 100 mila abitanti rispetto all’annno precedente. Nei primi 10 posti la precedono Rimini, Bologna, Milano, Torino, Venezia, Roma, Genova, Firenze, Trieste e Savona. Si badi che la classifica è stilata in base a dati percentuali e non assoluti, quindi più obiettivi e rispondenti alla realtà. Oltre a ciò va aggiunta l’attività senza precedenti, per qualità e quantità, svolta dalla Procura della Repubblica guidata da Giovanni Salvi. Infine, proprio alla vigilia di Ferragosto, l’attuale questore di Catania, Marcello Cardona, ha ribadito il calo di furti, rapine e scippi. Questi ultimi sono calati, ha spiegato Cardona, del 12% a giugno rispetto a maggio e del 7% a luglio rispetto a giugno.

Quindi, a cosa si riferiscono i francesi, a quali dati hanno attinto, di quali testimonianze o rapporti si sono giovati? Dal tono di certezza che trasparare dall’articolo sembrerebbe che il suo autore sia in possesso dei dati del 2015, che peraltro la Questura non ha ancora fornito e non fornirà certamente fino al dicembre prossimo. Complimenti a Jacquard, persona certamente di grande intelligenza, che possa mantenere questa sua facoltà, la dote divinatoria perché è riuscito a far apparire nel suo giornale notizie ancor prima che gli stessi interessanti ne siano informati, forse aiutato non solo da qualità soprannaturali. Che gioco si tenta di fare? Sembrerebbe un attacco specifico e preciso alla città come se qualcuno lo avesse commissionato o perlomeno ispirato. Forse da qualcuno di quelli che sono impegnati quotidinamente nell’impresa dell’ossessivo lavoro di demonizzazione dell’amministrazione, della città, dei suoi abitanti. Ancora una volta una bufala di dimensioni colossali rivela lo spirito rancoroso di alcuni noti. Quanto valga alla luce di tutto ciò quel si è attribuito attribuito a Catania possiamo comprenderlo tutti. Tutti ad accezione dei noti menagrami che hanno gioito per questo pesante e proditorio attacco a mezzo stampa.

Ma perché si perde tempo per inseguire allucinazioni e meschinità, anziché unire il meglio delle forze per fare crescere ancora strutturalmente, culturalmente ed economicamente la nostra Catania? Invece che fare una critica seppur dura, perché sprecare quotidianamente energie in una sterile, distruttiva, continua contrapposizione? Perché si inneggia a chi infanga, insulta e denigra la nostra città? I catanesi certamente non possono non riconoscere che questa volta si sta veramente sfiorando l’assurdo.

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