Caso Diciotti, il tribunale dei ministri chiede processo contro Salvini.

Il tribunale dei ministri di Catania ha chiesto l’autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini per il reato di sequestro di persona per il caso della nave Diciotti.
Diversamente da quanto sollecitato dal Procuratore di Catania Carmelo Zuccaro (che aveva chiesto l’archiviazione), i tre giudici che hanno esaminato il fascicolo proveniente da Palermo (che si era spogliato dell’inchiesta per competenza territoriale) ritengono che ci siano elementi per procedere contro il ministro dell’Interno per il trattenimento a bordo in maniera coatta, dei 174 migranti soccorsi questa estate dalla nave Diciotti, poi sbarcata a Catania.
Il tribunale dei ministri composto da Nicola La Mantia, Paolo Corda e Sandra Levanti, ritiene che Salvini abbia abusato dei suoi poteri
Ora la parola passa al Senato e ai senatori che dovranno dire si o no, al processo.Salvini dichiara “Sono sicuro del voto dei senatori della Lega, Vedremo come voteranno tutti gli altri senatori, se ci sarà una maggioranza in Senato. Ma lo dico fin da ora, io non cambio di un centimetro la mia posizione. Barche, barchette e barchini in Italia non sbarcano. Se sono stato sequestratore una volta ritenetemi sequestratore per i mesi a venire”.
Contraddicendo anche i colleghi di Palermo, per i giudici del Tribunale dei ministri di Catania i reati addebitati a Salvini avrebbero avuto inizio sin da quando la Diciotti era ferma al largo di Lampedusa, sposando in pieno dunque la tesi del procuratore di Agrigento.
Le motivazioni con le quali i giudici chiedono l’autorizzazione a procedereper Salvini sono: “Per avere, nella sua qualità di ministro dell’Interno, abusando dei suoi poteri, privato della libertà personale” i 177 migranti approdati a Catania.
“Violando le convenzioni internazionali in materia di soccorso in mare e le correlate norme di attuazione nazionali, non consentendo senza giustificato motivo al competemte Dipartimento per le libertà civili e immigrazione di esitare tempestivamente la richiesta di Pos (porto sicuro) presentata alle 22.30 del 17 agosto, bloccava la procedura di sbarco dei migranti così determinando consapevolmente l’illegittima privazione della libertà personale di questi ultimi costretti a rimanere in condizioni psicofisiche critiche a bordo della Diciotti”. “Fatto aggravato dall’essere stato commesso anche in danno di soggetti di minore età”.
L’inchiesta a carico di Salvini era stata aperta questa estate dal procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio che aveva indagato il ministro dell’Interno per una serie di reati il più grave dei quali era il sequestro di persona. L’inchiesta era poi passata all’esame della Procura distrettuale e del tribunale dei ministri di Palermo che, escludendo i reati pù gravi, si era comunque spogliato della competenza territoriale ritenendo che non fossero stati commessi reati quando la nave era al largo di Lampedusa ( da qui discendeva l’intervento del procuratore di Agrigento) e che, ad accertare eventuali reati commessi quando la nave era già nel porto di Catania dovesse essere la magistratura etnea.
Per concludere e per diritto di cornaca aggiungo che l’associazione del consumatori CONSITALIA proprio per queste triste vicende aveva già fatto un’esposta in tal senso e nel caso di procso intende costituirsi parte civile contro il ministro dell’interno Matteo Salvini

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