Camporotondo etneo: un albero d’alloro in memoria di Laura Russo.

-” Ero piantata nel terreno, mi sentivo calda ma avevo un pò di timore, non sapevo cosa ci fosse sopra. Poi sentì un’energia particolare e il calore del sole che mi accarezzava; ad un tratto mi ritrovai fuori dal terreno, c’erano tanti germogli, come me, e presto diventammo ottimi amici. Un’ energia scorreva dentro di noi e diventammo sempre più alti…Ero un albero. La vita insieme ai miei amici era bellissima; a volte venivano dei bambini a raccogliere i frutti e ad arrampicarsi tra i nostri rami e ci facevano solletico. Era molto più bello di quello che mi aspettavo…,il vento dolcemente mi portava via con sè.”- Questo uno dei compiti scolastici svolti dalla piccola Laura Russo; Lauretta aveva sogni da realizzare, aveva un’intelligenza pronta e vivace, aveva la spensieratezza dei suoi anni. Laura aveva una vita da vivere, ma questo gli è stato negato, qualcuno ha scelto per lei il suo drammatico finale. La notte del 22 agosto del 2014, il padre di Laura la aggredisce nel sonno accoltellandola a morte. Dichiarato alla fine del processo, capace di intendere e volere, condannato all’ergastolo, Russo sconterà la sua pena a vita e la legge ha emesso il suo equo parametro di giudizio. Ci fermiamo qui con il racconto di questa tragedia, non perchè non ci sarebbe da scrivere ma perchè Laura merita rispetto e pace eterna li dove riposa. L’11 dicembre scorso presso l’Istituto comprensivo, Elio Vittorini di Camporotondo etneo alla presenza della Dirigente scolastica la dottoressa, Giuseppa Centamore il corpo docente, gli alunni i rappresentanti comunali con il sindaco, Filippo Privitera, il presidente del consiglio comunale Andrea Zappalà, l’assessore Helga Gabriele, l’assessore Giuseppe Alecci, è stato piantato un albero di alloro, mettendo radici Laura vivrà per sempre nei nostri cuori, alla signora Giovanna Zizzo è stata donata anche una targa, dove per scelta è stato scritto:-” In memoria di tutte quelle Donne morte per mano di chi diceva di amarle, perchè le loro storie non affondino nel silenzio, ma risveglino coscienza e civiltà.”- Ed è proprio una missione per la signora Zizzo portare la storia di Laura ovunque sia possibile, scuole, università, città, dove il messaggio è sempre uno: smuovere le coscienze e fare una battaglia civile al fine di poter mantenere vivo il ricordo e che casi come quello di Laura e di altre vittime non venga posto nell’oblio della rassegnazione.-“Finchè ci sarà un uomo che penserà di possedere una donna perchè inferiore a lui, purtroppo i femminicidi sussisteranno, ma se pian piano l’uomo capirà l’amore ed il rispetto per la vita, allora si potrà avere una speranza che porti alla scelta di non commettere omicidi a danno delle donne.”- così il Presidente del consiglio di Camporotondo etneo Andrea Zappalà ha detto ai ragazzi presenti. Molto sentita la partecipazione di alcune classi del comprensorio scolastico. Un momento unico e toccante per tutti. Nelle prossime generazioni quando sarà chiesto da uno di questi ragazzi, perchè è stato piantato un albero, qualcuno gli racconterà la storia di una giovane ragazza che in un compito svolto a scuola scrisse di un seme che aveva paura di state sottoterra, ma che un giorno con amorevole cura spuntò un piccolo tronco che ben presto divenne uno splendido albero amato da tutti, perchè chi semina amore mettendo radici profonde non può far altro che generare la vita e perdurare per sempre. Questo gesto, era tutto quello che potevamo fare per il nostro dolcissimo seme, di nome Laura.

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