Buon Natale, anzi buon compleanno a Gesù il nazareno.

Buon Natale! Dopo il solstizio d’inverno, ecco la nascita della nuova luce:”Natalis Solis Invicti” il sole rinasce e riprende potenza e valore in coincidenza dunque con il solstizio pagano, Gesù nasce per essere la luce divina nel mondo. Si festeggia il 25 di dicembre, non vi è una data precisa di quando sia nato realmente tuttavia la tradizione colloca la sua nascita, in un periodo dove dopo la lunga notte del solstizio d’inverno, la luce annienta le tenebre. Tutto ebbe inizio secondo la Bibbia, con una promessa o predizione profetica divina, del vecchio testamento, ovvero un bambino nascerà e sarà chiamato “figlio di Dio”. Per i cristiani la storia viene ripercorsa ogni anno da più di duemila anni ormai. Un’ Arcangelo, Gabriele porta l’annuncio a Maria, lei accetta di fare la volontà di Dio padre facendo compiere su di lei la profezia:- ” Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato figlio dell’Altissimo.”- vangelo di Luca cp. 1. Gesù di fatto, diviene padre del cristianesimo, i suoi seguaci divulgano ancora oggi la sua Buona Novella, fondata sulla redenzione e la salvezza dell’anima. Grande e potente fu Gesù, operò miracoli la sua misericordia toccava i cuori degli uomini e delle donne; Gesù che, si fece battezzare da Giovanni il Battista, colui che parlò di redenzione dai peccati, Giovanni che, fu ucciso per le sue “idee” blasfeme secondo i peccatori che non volevano essere destati dai loro vizi. Nei secoli, questa ricorrenza si è tinta di tante altre cose: tradizioni, devozionismo, indifferenza, cosa manca? La fede, confidare nella nascita di un miracolo avvenuto per volere divino e per noi. Purtroppo l’era del consumismo la fa da padrone da decenni, eppure non la storia del piccolo Gesù cominciò in modo diverso, egli stesso disse:-” non pensate che io sia venuto per abolire la legge (ebraica) o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento.”- Compiere la promessa! Tanto potremmo scrivere sulla figura di Gesù, ma se l’accostassimo alla tradizione del Presepe e precisamente del primo presepe originari di Greccio ad opera di S. Francesco D’assisi, forse riusciremmo a comprendere perchè il santo povero che amava la natura e gli animali, tra le sue tante ispirazione un giorno per grazia ne ebbe una meravigliosa: il presepe. Far rinascere la Betlemme ogni anno, una piccola città in miniatura, che parlasse di un percorso che attraverso strade, case, fiumi, pozzi, porta ad una mangiatoia insignificante ma che per noi cristiani diviene luce ed amore. Pensiamo per un attimo d’essere proprio a Betlemme, senza wi-fi, senza tecnologia, senza nulla di moderno. Credo per come siamo abituati, impazziremmo; siamo soli per queste strade, senza luci, nessuno ti conosce, nessuno ti aiuta, perchè sei straniero e tutti diffidano. Non sappiamo cosa fare, iniziamo a preoccuparci, cominciamo a pregare a modo nostro, speriamo che qualcuno ci venga in aiuto. Da solo, cominci a camminare, percorri chilometri ed intorno a te, la gente che vive il suo quotidiano; continui il tuo percorso,intravedi solo una via davanti , tutte quelle che hai percorso sono dietro di te. Ti chiedi:-“dove mi porterà questa strada? E’ l’unica rimasta, quindi devo seguirla prima o poi il percorso finirà e sarò arrivato da qualche parte.”- Tre stranieri sono vicini a te, si accorgono del tuo disagio, ti invitano a seguirli perchè loro seguono una stella che li condurrà nella dimora di un re. Tu accetti, non hai scelta e non puoi tornare indietro. Si arriva alla dimora del piccolo Re, una mangiatoia dove oltre ad esserci gli animali, ci sono due persone ed un bambino; i tre davanti ad un piccolo giaciglio preparato di fretta, si inchinano e lasciano dei doni preziosi. Capisci che qualcosa di bello è avvenuto. E’ nata la luce del mondo, è nato il sole, è nato il figlio di Dio! Il tuo pensiero svanisce, ti ritrovi nel 2019 tutto rientra nella “normalità” e comprendi che se vuoi raggiungere la luce devi per forza di cose attraversare le tenebre, il percorso dei presepi non è solo quello di ricreare gli ambienti di Betlemme, è qualcosa di infinitamente più grande. Siamo soli, se vogliamo la luce dobbiamo ricercarla sempre ed ovunque ci troviamo, le scuse:non posso, non devo, non credo, si lasciano a coloro i quali vivono la dimensione materiale del mondo. Gesù, poteva nascere in un palazzo d’oro, e vivere da nababbo, ma si fece umile tra gli umili. Quando pensiamo all’umiltà, pensiamo a servire ed al silenzio, grande maestro di insegnamenti e virtù. Il Maestro Gesù più tardi, sarebbe morto crocifisso, in silenzio davanti ai suoi accusatori. Prendiamo esempio dal piccolo, grande, immenso, misericordioso Gesù. Buon Natale.

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