Bici, moto e auto i mezzi preferiti dagli italiani

Sono i mezzi trasporto privati quelli che riscuotono il maggior successo tra gli italiani. Biciclette, moto e automobili si collocano infatti sul podio nella graduatoria dei mezzi di trasporto preferiti nel 2014 stilata da Isfort e resa nota dall’Osservatorio sulla mobilità sostenibile Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici). In una scala da 1 a 10, il punteggio ottenuto dalle bicilette è pari a 8,4, al secondo posto si colloca la moto con un punteggio di 8,3 seguita dall’automobile che ottiene un punteggio pari a 8,2. Il mezzo privato dunque ottiene il maggior successo superando di oltre 2 punti il livello della sufficienza. A seguire nella graduatoria si collocano la metropolitana (7,6), il treno a lunga percorrenza (7,3), l’autobus extraurbano (6,6), l’autobus e il tram (6,2) e il treno locale (6).

Tra i mezzi pubblici, quindi, quelli su gomma sia urbani che extraurbani ottengono un voto appena sufficiente, mentre la metropolitana e i treni a lunga percorrenza raccolgo un maggior consenso. Uno dei motivi per cui gli italiani prediligono il trasporto privato riguarda senza dubbio le carenze del trasporto pubblico. Sempre secondo quanto riportato nello studio, infatti, considerando un itinerario di circa 15 km il tempo impiegato utilizzando l’auto o la moto è pari a 22 minuti mentre i minuti raddoppiano se si utilizza un mezzo pubblico (42 minuti).

Nonostante la scarsa soddisfazione degli utilizzatori per i mezzi di trasporto pubblici sono però sempre di più gli italiani che sono “costretti” ad utilizzare questi mezzi e a rinunciare, quando possibile, ad utilizzare un mezzo privato. Ciò è dovuto soprattutto alla grave crisi economica che ha determinato una maggior attenzione ai costi, anche a quelli legati alle scelte di mobilità. Una possibile soluzione per contenere i costi d’esercizio degli autoveicoli, ricorda Airp, è l’uso di pneumatici ricostruiti che sono in grado di garantire lo stesso livello di sicurezza ad un costo più contenuto e con un impatto positivo sull’ambiente poiché consentono di dare una seconda vita ai pneumatici ritarandone l’immissione nell’ambiente.

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