Bellini Wagner Sinopoli. Flânerie tra genio, mito e musica

Serata-evento ieri al Teatro Massimo Bellini con uno spettacolo stratificato – composto da dialoghi recitati e musica – che ha reso omaggio a Bellini, Wagner e Sinopoli con una “Flânerie tra genio, mito e musica” ideata da Antonino Rapisarda con testi di Costanza Di Quattro.

L’attore Tullio Solenghi e il musicista folk Mario Incudine, ambedue volti noti della platea televisiva, hanno impersonato rispettivamente Wagner e Bellini in un dialogo impossibile (i due compositori non si conobbero mai) per introdurre e commentare l’eredità culturale lasciata da Giuseppe Sinopoli, direttore d’orchestra e compositore scomparso giusto venti anni fa, noto per essere stato il primo direttore d’orchestra italiano di tutti i tempi ammesso a Bayreuth, tempio della musica di Richard Wagner, per dirigere la tetralogia del “Ring” cioè il ciclo completo dell’Anello dei Nibelunghi.
Un gigantesco impegno per Sinopoli, somma figura di musicista, per legami di sangue siciliano come Bellini, intellettuale e cultore della preistoria del vicino Oriente: le antiche testimonianze archeologiche, in particolare, da lui sottoposte ad un processo di mitizzazione del passato, ai suoi occhi giganteggiavano nella più ampia civiltà mediterranea che ancora adesso permea le sponde del “mare nostrum” e la cultura siciliana.

L’orchestra del Teatro Massimo Bellini, diretta da Guido Maria Guida (già allievo e poi assistente musicale di Giuseppe Sinopoli) ha eseguito pagine dei tre compositori in un percorso ricco di suggestioni musicali in cui primeggiano le melodie belliniane. Eseguiti due estratti da “Lou Salomé” (1981), l’unica opera teatrale di Sinopoli, composta su libretto di Karl Dietrich Gräwe e dedicata alla scrittrice e psicanalista tedesca Lou Andreas-Salomé, musa ispiratrice di Friedrich Nietzsche.

Il baritono Franco Vassallo e il basso Dario Russo, noti cantanti lirici più volte scritturati dal Teatro Massimo Bellini, hanno confermato le loro doti di grandi interpreti.
Ma la sorpresa della serata è stata la voce di Francesca Sassu, soprano di origine sarda che ha presentato un programma selezionato apparentemente tagliato apposta su di lei, che ha dato voce, con vibrante partecipazione e ottima presenza scenica, a Norma e ad altre figure dell’universo femminile celebrate dai tre grandi artisti.
Francesca Sassu è inoltre riuscita a eseguire i vari pezzi con precisione di intonazione e rispettando lo stile dei tre diversi compositori, passando da Bellini a Wagner a Sinopoli con rara fluidità. Virtù rara. Brava.

Nella foto Francesca Sassu durante le prove dello spettacolo. Fonte Fb

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