Applausi a Nessuno. Torna “Odissea di Omero” alle Gole dell’Alcantara.

Lo spettacolo di Giovanni Anfuso, prodotto da Buongiorno Sicilia e Vision Sicily, sarà replicato ogni giovedì, venerdì, sabato e domenica con due spettacoli a sera fino al 23 agosto.

Lo spirito di Calliope aleggia sulle gelide acque del fiume, che nel corso dei millenni ha scavato le rocce, regalando alla Sicilia una delle bellezze naturali più limpide, dai magici contorni incantati. È in questo palcoscenico d’eccezione che Giovanni Anfuso porta in scena, per il secondo anno consecutivo, l’Odissea di Omero. Il Mare Nostrum è fedelmente riportato nel corso dell’Alcantara, permettendo così agli spettatori di compiere il Periplo a un passo dal protagonista Odisseo, interpretato da Angelo D’Agosta  nell’età della scoperta, e da Davide Sbrogiò  nell’età della maturità. Secondo la visione del regista infatti:

“Dalla voglia di viaggi, avventure, furbizie e battaglie della giovinezza, il naufrago Ulisse approda, nella maturità, a un desiderio di pace, giustizia e prosperità familiare. È come se il personaggio fosse sdoppiato. Ecco perché ho voluto farlo interpretare da due diversi attori: l’uno nel pieno del proprio vigore e impulsivo, l’altro canuto e più riflessivo. Il pubblico, poi, ha mostrato di aver colto perfettamente la valenza corale, comunitaria, della vicenda narrata da Omero più di duemila anni fa”.

L’eroe è quello che tutti conosciamo, e le vicende sono quelle che spingono un uomo a oltrepassare il proprio limite, spinto da una inestinguibile sete di conoscenza, elevata a ragione di vita.
Coraggio, fratellanza, astuzia, dolore, sono protagonisti delle gesta di Odisseo, assistito e protetto lungo il suo cammino da Liliana Randi, superlativa nel doppio ruolo di Atena e Euriclea.

La messinscena di Anfuso ci insegna però qualcosa che non abbiamo imparato sui banchi di scuola. Essa amplifica la percezione che lo spettatore ha di Odisseo: non solo il primo, grande viaggiatore dell’antichità, non soltanto bramosia di conoscenza; riveste particolare importanza la figura dell’eroe migrante, impegnato in un infinito percorso che non è soltanto geografico, ma esistenziale, riprendendo le parole dell’apprezzato regista.

Emblematica è la reazione del pubblico, quando Corrado Drago presta la propria voce ad Alcinoo re dei Feaci: “Un naufrago va accolto e soccorso sempre, per legge umana e divina”, attualizzando un tema che, dalle pagine dell’epica, viene oggi purtroppo alla ribalta della cronaca.

Completano il cast Salvo Piro (Omero), Giovanna Mangiù (Penelope/Circe), Luigi Nicotra (Telemaco), Piero Casano (Zeus/Antinoo) e Alberto Abbadessa (Euriloco).

In scena ci sono poi Proci, ciurma, sirene e ancelle: Alessandro Caruso, Gabriele D’Astoli,  Giuliana Giammona, David Marchese, Luca Micci, Davide Pandolfo, Francesco Reale, Alessandra Ricotta, Francesco Rizzo e Ilenia Scaringi. La voce fuori campo è di Davide Pandolfo. Aiuto regista è Agnese Failla

Elementi scenici e costumi sono di Riccardo Cappello, Nello Toscano firma le musiche, Fia Distefano le coreografie e Vito Giuffrida le sculture.

Notevole inoltre il lavoro del light designer Alberto Russo, il quale si giova della penombra delle notti estive siciliane, unita ai giochi di luce riflessi sulle argentee acque del fiume, per regalare allo spettatore un’esperienza sensoriale memorabile.

 

Le foto dello spettacolo sono di Santo Consoli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Carla Licari Autore
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