Antonino, l’uomo delle poesie scritte sui cartoni

Nel 1927, Fritz Lang aveva presagito con “Metropolis” un mondo (ambientato nel 2026, dopodomani, insomma) organizzato con un grande divario fra ricchi e poveri, narcisi e reietti, praticamente sfruttati ed “invisibili”. Profezie e preghiere niente valevano a scalfire la granitica coscienza del padrone sopra ogni cosa, così che il suo giovane figlio decide di intraprende un viaggio fra la gente che abitava e lavorava il mondo inferiore, fatto di sacrificio ed indifferenza. L’indifferenza verso i propri simili, il proprio compagno di banco, vicino di casa, compagno di viaggio su un autobus, treno, aereo; lo sguardo non si abbassa, come nella storia muta ma eloquente narrata in Metropolis, e nemmeno si alza come oggi dai propri piedi, dai propri monitor. In Metropolis, in fondo Fritz Lang racconta di due dipendenze, quella del ricco padrone che non sa fare a meno di accumulare ed esprimere efferatezza e quella del debole che nella sottomissione del suo carnefice trova l’unica maniera di garantirsi un equilibrio per non farsi troppe domande. A prescindere dall’inverosimile coincidenza di date, oggi la storia dell’umanità è piena di indifferenti ed invisibili, ciascuno con una propria paura, ciascuno senza sguardo e con una necessità di celarsi dietro ad una maschera senza espressione, tirando a campare. La Bellezza che potrebbe salvare il mondo invecchia precocemente e nessuno se ne accorge…

Così come quel figlio di quell’uomo tanto ottuso, sordo e cieco, decide di cominciare a guardarsi intorno per aiutare come meglio potrà, capita che un giovane decida nel corso di una passeggiata di soffermarsi su un volto quasi spento, intravedendo un rapido ma vergognoso guizzo di luce e capita che non ne resti indifferente…

Chi è Alessandro Marchese?
Mi chiamo Alessandro, ho 19 anni e sono una persona molto curiosa! Sono affascinato dalla scienza della comunicazione, credo sia essenziale nella vita personale quanto in quella lavorativa. Probabilmente questo mia passione nasce dal fatto che ballo hip hop da quando ho nove anni e ho sempre trovato singolare come si potesse comunicare senza aprir bocca, solo con il proprio corpo e la propria mimica. Dalla mia curiosità, dall’importanza che attribuisco alla “comunicazione” verbale e non,  prende corpo il progetto Markesing, un team di studiosi del settore comunicativo che mettono a disposizione di onlus, federazioni, imprese sociali le proprie competenze, per diffondere intuizioni “solidali” che vogliono rendere il mondo, “un posto migliore di rispetto a come l’hanno trovato”.  Markesing è una storpiatura del termine “marketing” la S al posto della T sta per “sociale” indicando così il tipo di comunicazione per cui vogliamo spenderci: “il marketing sociale”. 
Inoltre il mio cognome è Marchese e unendolo alla parola “marketing” dà come risultato Markesing e l’idea mi era molto divertente.  Questo nostro mondo ha azzerato le potenzialità ed è per questo che vogliamo dare una mano; mi piace adoperare un ossimoro che mi fa riflettere e mi strappa sempre un sorriso: “d’altronde, la somma di noi fà la differenza”.

Alessandro, come è cominciata la storia di Antonino, l’uomo delle poesie di cartone? 

Una sera d’estate di due anni fa, passeggiando in via Etnea di Catania, mi è caduto lo sguardo su alcuni cartoni, non erano semplici cartoni, erano poesie, storie di vita, pensieri del signor Antonino, un clochard che viveva in strada già da sette anni.
In quel momento il signor Antonino aveva deciso di cominciare uno sciopero della fame e la cosa mi colpì molto, rattristandomi e destando la mia curiosità, affatto morbosa.

Dunque, come ti comportasti con lui?

Me ne andai, ma con quell’immagine fissa ad accompagnarmi per tutto il giorno. Così, non feci passare molto tempo ed andai a cercarlo; mi fermai a parlare a lungo con lui, cercando di sapere senza essere invadente e gli chiesi perché non provasse a pubblicare quei pensieri profondi che era riuscito a rendere tanto bene sotto forma di poesie e lui mi rispose che ci aveva tentato, entrando in qualche libreria, ma che dopo un’occhiata sommaria, veniva liquidato. “Nessuno da credito a un invisibile”.
Furono queste le parole che mi fecero decidere di aiutarlo. Domandai il permesso di fotografare i suoi appunti e li trascrissi creando un opuscolo artigianale.

E cosa facesti con questo opuscolo?

In quel momento ero rappresentante d’Istituto e della Consulta provinciale degli studenti; chiesi di prestarmi attenzione e ricevetti  più interesse di quanto sperassi. Ciò fece sì che riuscissi a pubblicizzare l’opuscolo sia presso il mio Istituto, che presso altri della provincia che si dimostrarono lieti di sposare il progetto. La raccolta di poesie  fu venduta ad offerta libera, negli spazi concessi da ogni scuola,  il ricavato lo misi interamente a disposizione del signor Antonino che, grazie a quelle entrate, riuscì ad affittare una stanza all’interno di un appartamento, quindi uscì dalla condizione di barbonismo e cominciò a sperare nuovamente e ad acquisire fiducia negli altri.

 

Cosa accadde dopo?

L’estate scorsa, grazie ad una sua amica conosciuta a Napoli, trovò lavoro come badante presso una persona anziana fin tanto che la signora purtroppo non morì, ovvero a settembre quando rientrò a Catania, riprendendo possesso della stessa stanza. In quei giorni, per una magnifica occorrenza di eventi che ancora non riesco a spiegare, ricevetti una telefonata dalla signora Francesca Pavan, editrice della Michael edizioni, che mi comunicava di aver ricevuto una copia dell’opuscolo con le poesie e che aveva deciso di pubblicarlo. La notizia ci sorprese! Finalmente il nostro opuscolo era diventato un libro: il sogno si era realizzato!

Dunque, quali programmi sono scaturiti da tutto ciò?

Grazie alla vendita e diffusione del libro il signor Antonino ha conosciuto un medico catanese che gli ha prestato il suo aiuto, offrendogli anche una nuova opportunità di lavoro. Inoltre, una start-up catanese “Vimove”  (una start up è un’attività imprenditoriale che nasce per la prima volta, n.d.r) ha valutato il progetto e vorrebbe realizzare un docufilm a sfondo sociale da diffondere sul territorio.
In questo momento sulla piattaforma https://beta.vimove.io è attiva una campagna pubblica di crowdfunding per la co-produzione del docufilm, la campagna si chiuderà il 5 luglio e si chiama “Sic Parvis Magna”, con queste parole anticipate dalla formula “ con auxilio Divino” vogliamo sottolineare come dalle piccole cose nascono le grandi, solo se tutto è mosso dalla suprema forza dell’Amore.

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