Al TMB “Rifare Bach. La naturale bellezza del creato” con la Compagnia Zappalà Danza

La tournée della Compagnia Zappalà Danza, una delle realtà italiane più famose all’estero, ha toccato il Teatro Massimo Bellini con:“Rifare Bach. La naturale bellezza del creato”. Il direttore artistico Roberto Zappalà ha firmato la coreografia, la regia, le luci e i costumi, questi ultimi insieme a Veronica Cornacchini.

I danzatori, la musica e le luci hanno dato vita a due mondi diversi, in dialogo tra loro: da una parte quello della natura selvaggia, dall’altro quello della cultura. E non è detto che il secondo sia superiore al primo.

La dimensione della natura incontaminata era rappresentata dai suoni caotici della foresta primordiale e dai versi di animali non addomesticati, compresi gli sciami di mosche. Il mondo civile era invece espresso da un magnifico tappeto sonoro ordito con le note musicali composte da Bach, sublime personificazione del rigore e dello studio che conducono all’avanzamento delle superiori facoltà umane.

Il dialogo non oppositivo tra questi due distinti universi mirava a un messaggio: resistere alla barbarie e all’orrore del tempo presente; cercare di comprendere la pluralità che affiora nell’incertezza dell’esistere; accettare il movimento del corpo come unione tra impegno fisico e denuncia morale; tenere conto delle istanze ambientaliste dei giovani.
Nel finale, infatti, i giovanissimi ballerini schierati indossavano magliette bianche con su scritto “Una sola vita, un solo pianeta”.

Tutti notevolissimi interpreti i dieci danzatori della Compagnia Zappalà, una comunità di entusiasti che ruota intorno alla fortezza di civiltà rappresentata da “Scenario Pubblico”: Corinne Cilia, Aya Degani, Filippo Domini, Anna Forzutti, Gaia Occhipinti, Delphina Parenti, Silvia Rossi, Joel Walsham, Valeria Zampardi, Erik Zarcone. Applauditi calorosamente.

Il coreografo ha progettato per loro, assieme a Nello Calabrò, un disegno drammaturgico complessivo solo apparentemente casuale. In scena i personaggi sono elementi vegetali ed animali che si muovono dapprincipio quasi strisciando, ma poi acquistano scheletro e verticalità e vengono toccati da una luce che trascende la precedente dimensione terrena. Danzano sulle note di Bach e, da grandi professionisti qual sono, riescono a non perdere il filo della coreografia anche quando la musica si tace improvvisamente per un problema di amplificazione (come è accaduto ieri sera in teatro).

Roberto Zappalà crea bellezza e la fa osservare al suo pubblico, che ha tempo sino al prossimo 28 dicembre per vedere lo spettacolo al TMB.

Certe persone però non sono in grado di recepire un bel niente. Capitato ieri, durante l’esibizione. I loro cellulari, rimasti accesi con gli schermi illuminati brutti da vedere nell’oscurità della platea come i fuochi fatui al cimitero, hanno fatto imbufalire il coreografo. Salito sul palcoscenico a fine spettacolo Roberto Zappalà ha rivelato con veemenza il suo disappunto. Giusta reazione per resistere alla villania dei nostri tempi.

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