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Al Teatro Massimo Bellini recital della vocalist Anne Ducros con la HJO

“Che emozione! Quanto sono contenta di essere qui! Anzi, di più: sono felice di cantare in questo teatro très magnifique… Ed ora, ecco a voi, monsieur Benedetto Ramaci!”. Con queste parole la biondissima vocalist francese Anne Ducros è entrata in scena al Teatro Massimo Bellini dando avvio all’applaudito recital con la HJO Jazz Orchestra, diretta da Sebastiano Benvenuto Ramaci.

Gli arrangiamenti del pianista Giuseppe Emmanuele hanno dato nuova vita ai brani in scaletta: Body and soul (Johnny Green); Softly, as in a morning sunrise (Sigmund Romberg); Green dolphin street (Bronislaw Kaper); Thou swell (Richard Rodgers); Repetition (Neal Hefti); On Broadway (Barry Mann); The very thought of you (Ray Noble); Who can I turn to (Anthony Newley); You’d be so nice to come home to (Cole Porter).
Proposti anche tre pezzi composti da Giuseppe Emmanuele: Monsieur Trenet; Ellington’s notes; la sigla HJO.
Interpretata da Anne Ducros, la celeberrima canzone d’amore italiana – Estate – composta da Bruno Martino, è apparsa all’ascolto più bella.

Tra un brano e l’altro la vocalist ha intrattenuto il pubblico con il suo italiano frammischiato al francese, molto charmant. In particolare, ha citato un episodio che ben testimonia, nel segno del jazz, l’amicizia tra due donne di eccezione: la bianca Marilyn Monroe e l’afroamericana Ella Fitzgerald. Quest’ultima, come altri artisti neri aveva il divieto di accedere al “Mocambo” di Hollywood, un locale in cui si esibiva Frank Sinatra, di fronte ad attori del calibro di Charlie Chaplin, Marlene Dietrich, Humphrey Bogart o Clark Gable. Le cose cambiarono quando Marilyn Monroe, nel 1954, decise di contattare direttamente il proprietario del locale, intercedendo a favore della cantante jazz. Grazie a Marilyn Monroe, Ella Fitzgerald fu la prima donna nera a esibirsi in un locale di Hollywood così importante, dando una spinta alla percezione della gente nei confronti dell’integrazione razziale. Un grande passo per l’umanità, a ritmo di jazz.

“La HJO nasce come orchestra swing, un genere amatissimo dal pubblico per i motivetti allegri e ballabili. Tuttavia con questa orchestra – ha dichiarato il direttore Ramaci – vogliamo eseguire anche musica jazz pura. Un genere non esclude l’altro. Il pubblico è pronto a seguirci comunque: sia quando facciamo swing sia quando proponiamo jazz. Difatti il recital con Anne Ducros ha fatto in teatro il tutto esaurito”.

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