Al Teatro Massimo Bellini abbinati gli scrittori del passato e i compositori del presente

Al Teatro Massimo Bellini di Catania sta prendendo corpo “Narratori e compositori di Sicilia”, uno spettacolo che diffonde la narrativa siciliana del passato e allo stesso tempo promuove la musica contemporanea, dando voce a cinque compositori noti a chi segue le scene musicali: Giuseppe Emmanuele, Mario Garuti, Matteo Musumeci, Joe Schittino, Luciano Maria Serra. Questi compositori sono tutti siciliani oppure alla Sicilia sono legati da una affettuosa consuetudine, al punto tale da essere considerati, con le loro musiche, un medium per comprendere sotto altra prospettiva gli scrittori siciliani che si collocano tra il verismo e i giorni nostri.

Lo spettacolo in questi giorni è in fase di registrazione ma si sa già che i racconti di Capuana, Verga, Pirandello, Sciascia e Patti saranno letti, o meglio interpretati, da Pippo Pattavina, Andrea Tidona, Ezio Dionato, David Coco, Riccardo Maria Tarci ed Evelyn Famà. Le voci narranti faranno da premessa alla musica, giacché i racconti sono stati il motivo ispiratore di nuove composizioni musicali, che saranno presentate al pubblico per la prima volta. L’Orchestra del Teatro Massimo Vincenzo Bellini sarà diretta da Leo Catalanotto.

“Narratori e compositori di Sicilia” nasce dalla collaborazione con il Teatro Brancati e l’Università degli Studi di Catania. L’idea di abbinare le parole del passato alla musica del presente è stata di Ezio Donato, che cura anche la regia e l’adattamento teatrale.

“In questi cinque racconti – afferma Ezio Donato – l’io narrante ma anche il protagonista (o i protagonisti) sono maschi. Tutte le vicende narrate coinvolgono una figura femminile […]. Il motivo che collega i cinque racconti è che essi potrebbero rientrare tutti nella felice stagione del verismo siciliano e dei suoi esiti e sviluppi anche contemporanei. Un altro tema che li accomuna è che tutti prendono spunto da vicende realmente accadute. Ogni racconto precederà la composizione musicale che sarà eseguita solo alla fine. Tuttavia, per mettere l’ascoltatore nella stessa disposizione del musicista che compone la musica del poemetto sinfonico ispirandosi al testo, fin dall’inizio del recitato compariranno dei frammenti musicali, come piccoli “bagliori”, che anticipano la composizione che si presenterà nel suo pieno splendore solo alla fine del racconto quando le parole sembreranno non essere più in grado di rivelare le emozioni suscitate”.

Le prime esecuzioni sono la “croce e delizia” di un compositore. Il battesimo di una nuova opera è sempre di fuoco: come sarà accolta dal pubblico? L’idea musicale sottesa sarà compresa? Alla prima esecuzione ne seguiranno altre?

Domande che si stanno ponendo in queste ore i cinque compositori. Intervistati, ecco in sintesi cosa hanno detto o scritto, cominciando da Luano Maria Serra, che afferma: “Mi è stata commissionata una composizione per orchestra di circa quindici minuti che trova riferimento nella novella “Comparatico” di Luigi Capuana. Da qui il titolo: “Janu”, scorcio sinfonico. Janu è il nome del protagonista, protagonista che avrà, nella recitazione che precede la composizione, la voce di Pippo Pattavina, affiancato da Evelyn Famà. Una vicenda che definirei quantomeno agghiacciante, fatta di tradimenti e delitti. Un capolavoro assoluto del genere e, di fatto, il germe letterario del movimento verista. La mia maniera di comporre, che denota sicuramente tratti di espressionismo, pur nella difficoltà di camminare per un sentiero così pieno di riferimenti, anche musicali – penso, ad esempio, alla contraddanza citata nella novella – non ha avuto esitazioni nell’assecondare le prerogative stilistiche e narrative del testo”. 

Dopo il racconto di Luigi Capuana (1882) è la volta della novella “Tentazioni” (1883) di Giovanni Verga, un “racconto forte” che narra la violenza perpetrata da tre giovinastri colposamente inconsapevoli della gravità delle loro azioni. Il compositore Matteo Musumeci ha tratto ispirazione dalla novella per una creare una ouverture sinfonica che presenta dapprincipio una melodia semplice, accattivante, che accompagna il racconto con echeggi di carattere “siciliano”, un chiaro omaggio al siciliano Verga sebbene la novella sia ambientata nell’Italia settentrionale. Più avanti la melodia perde di semplicità per indurre l’inquietudine nell’ascoltatore ma tutto si scioglie nel fugato finale, stilisticamente barocco.

“Una giornata” (1935) di Luigi Pirandello è la novella che il Teatro Massimo Bellini ha commissionato come tema ispiratore al compositore Joe Schittino. La cifra emotiva è data dai sussulti continui dell’orchestra che rievocano il mondo interiore dei personaggi pirandelliani: la stratificazione dei loro percorsi esistenziali, i ritmi fluttuanti delle loro emozioni, i contrastanti andirivieni dei loro pensieri. Come con il susseguirsi delle maree, la melodia alla volte viene alla luce altre volte è camuffata. La dimensione musicale si rifà alla tradizione impressionista con accenni anche Debussy, Tutta l’orchestra è chiamata a dare il massimo del colore possibile con effetti di strumenti a suono pieno.

Leonardo Sciascia con “La Frode” (1967) presenta un fatto di cronaca trasfigurato. La breve narrazione ripercorre le vicende di una donna che rifiuta il cosiddetto matrimonio riparatore, dopo essere stata indotta dallo zio a prostituirsi. Partendo da questa traccia il compositore Giuseppe Emmanuele idea un poemetto sinfonico che presente tre assoli (in ordine: il funzionario di polizia, il politico ed infine la ragazza) che rappresentano, come dice Sciascia, i vertici di un triangolo che vede la donna vittima più dello Stato che delle convenzioni sociali, a causa della perseveranza di leggi non al passo con i tempi. Il tema
conduttore della composizione musicale è dedicato alla età dell’innocenza. L’ascolto molto gradevole (ne ho avuto una anteprima) fa scorgere una larga gamma di toni improntati a leggera tenerezza, poi turbati dai turpi avvenimenti narrati.

Per finire il compositore Mario Gaito si è misurato con Ercole Patti, autore del racconto “Le donne” (1969). Qui il testo letterario è il motivo ispiratore di una partitura che vede l’orchestra lavorare ad un mosaico complessivo, le cui tessere sono gli elementi melodici costituiti dagli archi, mentre i fiati contornano con leggeri tocchi la gamma di emozioni in sottofondo. L’assolo del violinista Giulio Plotino dà voce ad una partitura che è fortemente connotativa, nel senso che evoca più che descrivere in maniera didascalica. La vicenda ispiratrice ha per protagonista maschile una sorta di collezionista di donne che inanella relazioni, ma che, nonostante le apparenze, si rivela nei fatti un uomo assertivo in balia della volontà altrui.

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