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A Creta la vacanza non è soltanto sole e mare

Nell’ambito del festival NaxosLegge, il prof. Nicholas Stampolidis, direttore del Museo dell’Acropoli di Atene, ha tenuto a Taormina, a palazzo Ciampoli, la Lectio magistralis su Eleutherna, città cretese vicina al Monte Ida, luogo in cui il mito pone la nascita di Zeus.
Il celebre archeologo è stato introdotto dal sindaco di Taormina Mario Bolognari, dall’assessore regionale Alberto Samonà, dalla direttrice del Parco Archeologico Gabriella Tigano e dall’ideatrice e direttore artistico del festival Fulvia Toscano.

Il professor Stampolidis – che ha parlato in greco e non in inglese in omaggio alle antiche origini di Naxos – ha descritto gli scavi di Eleutherna (la radice della parola significa Libertà) da lui diretti, realizzati dal lontano 1985 anche in collaborazione con studiosi di altre nazionalità, tra cui italiani.

Eleutherna, nell’entroterra di Creta, è situata a 400 metri s.l.m., in una zona che ha visto la presenza di abitazioni ed attività umana dall’epoca del bronzo (età minoica) sino ai giorni nostri. La continuità di insediamento è stata favorita dalle difese naturali, dalla presenza di sorgenti d’acqua e dalla fertilità del suolo. A lungo però l’economia si è basata fondamentalmente sulla produzione del miele, sull’allevamento di greggi e la produzione di formaggi, lana e pelli, particolarmente rinomate per la realizzazione di stivali che erano venduti persino in Siria.

Tra le scoperte più suggestive emerse dagli scavi, che hanno un’area ampia 1 km per 1 km e mezzo, vi è la zona cimiteriale. Al suo interno è stata individuata una pira (struttura utilizzata per bruciare un corpo) in cui fu cremato un guerriero. Le sue ossa, prima ripulite col vino, furono poi riposte con un ricco corredo dentro un contenitore, con accanto il corpo di un decapitato: l’uomo con la testa mozzata era un prigioniero vittima sacrificale, giacché aveva mani e piedi legati dietro.

Questa scoperta archeologica ha posto fine ad una antica questione che a suo tempo contrappose Platone ad Aristotele, Mentre il primo, idealista, diceva che gli achei (antichi greci) non giustiziavano gli schiavi a scopo rituale, il secondo invece era di parere opposto. Aveva ragione Aristotele ed anche la tradizione omerica, nel passo dell’Iliade in cui si dice che Achille, inferocito a causa della morte del suo amico Patroclo, uccise per vendetta dodici troiani e li pose accanto alla pira fumante di Patroclo.

Nel parco archeologico di Eleutherna è emersa anche una sepoltura in cui erano presenti esclusivamente corpi di donne, decedute nello stesso torno di tempo. L’analisi del dna ha dimostrato che erano tutte parenti tra loro: nonna, madri e figlie, cugine e zie. Erano forse una dinastia di sacerdotesse? Certamente si nutrivano di miele e infatti negli spazi interdentali sono state trovate tracce di cera d’api.

Molte altre curiosità si possono scoprire visitando Eleutherna (detta anche Eleftherna): questo antico luogo dimostra che una vacanza a Creta non è soltanto sole e mare.

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