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A Catania la base operativa di Frontex

Sarà a Catania la base operativa regionale di Frontex. Lo ha annunciato il direttore esecutivo dell’Agenzia dell’Unione europea, Fabrice Leggeri. «L’obiettivo è di aprire prima possibile. Catania ci ha offerto una sistemazione ed i nostri ufficiali hanno fatto un sopralluogo e la hanno trovata idonea. Il coordinamento da Catania sarà più efficiente». Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Catania Enzo Bianco. «La decisione di aprire un ufficio operativo di Frontex a Catania rappresenta un passo decisivo per far operare al meglio l’Agenzia delle frontiere. Avevo chiesto da tempo che si arrivasse a questa soluzione e da domani ci sarà maggiore sinergia per affrontare l’emergenza. La scelta è anche un riconoscimento allo straordinario impegno che l’Italia e la Sicilia in particolare hanno dimostrato in questi mesi. I Catanesi hanno mostrato al mondo grandi generosità e capacità organizzative, anche in momenti drammatici». Così Bianco commentando l’annuncio di Bruxelles di aprire prima possibile nella città etnea una sede dell’agenzia. «Nei giorni scorsi – ha spiegato Bianco – rappresentanti di Frontex e del Ministero dell’Interno hanno effettuato un sopralluogo nel monastero di Santa Chiara, che stiamo ristrutturando, e hanno giudicato la struttura idonea agli scopi dell’Agenzia di frontiera europea. I lavori saranno completati rapidamente, in pochi mesi. Quella di aprire in Sicilia una sede operativa rappresenta una decisione di fondamentale importanza per dare una risposta all’emergenza umanitaria che stiamo vivendo nel Mediterraneo e in Sicilia. Dalla base di Catania, Frontex potrà coordinare l’operazione Triton lavorando in stretto contatto con gli ufficiali di collegamento di Europol, Eurojust e dell’ufficio Ue d’asilo Easo». Bianco ha ricordato come già nell’ottobre del 2013 avesse sostenuto la necessità che Frontex aprisse una sede operativa a Catania, candidando la città etnea perché servita da una rete infrastrutturale assai importante (il sistema di aeroporti e porti di Catania e di tutto il Distretto Sud-Est) e ben collegata con tutt’Europa. La stessa richiesta è stata ribadita da Bianco, capo delegazione del Comitato delle regioni Ue, il 16 aprile scorso a Bruxelles nel corso di un incontro con il direttore generale Immigrazione della Commissione Ue. «L’idea, il progetto di una moderna polizia delle frontiere – ha detto Bianco – era nata proprio a Catania nel 2001, quando, da ministro dell’Interno, incontrai l’allora commissario europeo della Giustizia e degli Affari interni Antonio Vitorino. Ora Frontex è in procinto di fare un salto di qualità e l’Unione europea sta lavorando per riempirla di funzioni erogando importanti finanziamenti: quest’anno avrà 26 milioni di euro e 45 milioni nel 2016».

guestauthor Autore
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