“8 Marzo, Parliamo di Donne”: Laura Giordani, attrice dalla voce bellissima!

Laura Giordani, attrice e cantante.

Nasce artisticamente nel 1996, dopo aver conseguito il diploma alla Scuola di Avviamento al Teatro “UMBERTO SPADARO”, del Teatro Stabile di Catania; debutta prendendo parte al musical di Tony Cucchiara, LA BARONESSA DI CARINI, con la regia di Angelo Tosto. Nel settembre del 2020 la vediamo protagonista, nel ruolo di Katia, del film “Le Sorelle Macaluso”, regia di Emma Dante, sceneggiatura della stessa Dante in collaborazione con Elena Stancanelli, Giorgio Vasta. Il film, in concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica BiennaleCinema2020 Venezia77, vince il Premio Pasinetti per il Miglior Film e Miglior Cast al Femminile.

Nel mezzo, una carriera fatta di teatro (ad esempio, “Rosa, la Cantatrice del sud”, a cui presta la sua splendida voce; 2018 – “Penelope, L’Odissea è fimmina”, scritto e diretto da Luana Rondinelli, in prima nazionale al Festival delle Dionisiache2018, Segesta) in cui ci è cimentata anche come regista (“Sei personaggi in cerca di autore”) e di tv (“Casa Litterio”, con E. Guarnieri; Montalbano – “Il giro di boa”). Personalmente la conobbi nei panni di Peppa a’ Cannonera alla Società Storica Catanese, in cui nel 2019, il presidente Alfio D’Agata  aveva organizzato un pomeriggio dedicato appunto all’eroina del Risorgimento siciliano: trascinante interpretazione con accenti personali indovinati.

Lunga è l’esperienza di questa artista poliedrica, vivace, esuberante e meticolosa chè se dovessimo commentare tutto il curriculum, non smetteremmo di scriverne. Nel giorno in cui si ricorda la donna per l’impegno a conquistare uno spazio nel mondo del lavoro e della società valutato in maniera paritetica, Laura Giordani è l’esempio del “mi affliggo, ma non troppo“, perché non subisce con angoscia gli infortuni correnti del mondo dello spettacolo, sbracciandosi e facendosi venire delle idee. E riesce a leggerne gli aspetti tragicomici dandone un riscontro umoristico, al punto che i suoi brevi ed efficaci siparietti sulla chiusura domestica forzata, non solo hanno tenuto compagnia ai frequentatori dei social, ma ci hanno fatto apprezzare ancora di più un’attrice che fonda il proprio mestiere soprattutto su una personalità affermata, solida, riuscendo a conferire ai personaggi interpretati molto della conoscenza del se. Laura Giordani è in tutto quello che sceglie di intraprendere, non solo perché lo studio è uno dei suoi obiettivi e presupposto di ogni impresa (è una donna colta dalla conversazione brillante), ma anche perché la modestia e l’umiltà l’hanno sempre accompagnata e contraddistinta.

 

– Laura Giordani allo specchio: cosa vede e come si racconterebbe a se stessa di quando iniziò la sua carriera di attrice e cantante.

<<“Brava, ce l’hai fatta”, ecco cosa mi dico spesso, orgogliosa di me stessa, per tanta testardaggine e forza, e per tutto il lavoro svolto onestamente in 25 anni di carriera! Ovviamente ci sono stati anche momenti “no”, in cui mi sono rimproverata di alcune scelte, di aver preso strade accidentate, di aver dato troppo a persone che meritavano il “giusto” e non di più, ma mi sa che è proprio questo il gioco della vita, il capire dopo aver vissuto il momento.>>

– La Vita va affrontata, subìta, cambiata?

<<Beh, tutte e tre le cose! Senz’ombra di dubbio è anche una questione di eventi, e di come, in quel preciso momento, si sta vivendo quella circostanza specifica; nel senso che subire o cambiare sono, spesso, sinonimo del far fronte alla Vita, magari ci si ritrova a dover mediare per ottenere qualcosa, subendo dei ritardi, oppure cambiare proprio direzione, avere il coraggio di mantenere la propria posizione, conquistata nel corso degli anni.>>

  

– Le sorelle Macaluso, – con l’indimenticabile Ileana Rigano -, ultimo dei suoi impegni lavorativi, film uscito in concomitanza di un momento particolare, dunque distribuito in modalità adattate al momento: ce ne vorrebbe parlare?

<<Il film “Le Sorelle Macaluso“ è stato il mio treno, il mio colpo di fortuna, che nel mestiere dell’attore bisogna averne tanta di fortuna; non si va avanti col solo talento, spesso ci si ritrova a combattere con raccomandati, amici di…, parenti di…, e non è mai facile o scontato che uno bravo vada avanti solo per la sua bravura. Questo bellissimo treno è, però, arrivato in un momento nefasto, poiché, coi limiti del covid, abbiamo dovuto affrontare parecchie difficoltà, e così mentre stavamo cavalcando l’onda, come si suol dire, ci siamo ritrovati nuovamente a fronteggiare lunghissimi periodi di chiusura ma comunque il film è stato nelle sale italiane per parecchi giorni, tra i primissimi come incassi. Nonostante tutto questo, il film scritto e diretto da Emma Dante è arrivato a Venezia, ottenendo grande successo, regalando emozioni e straordinari feedback da parte di tantissime persone da tutta Italia e anche dall’estero. Abbiamo attraversato emozionate il lungo red carpet, abbiamo avuto dieci minuti di applausi da parte della stampa, abbiamo ottenuto il PREMIO PASINETTI, per il miglior film e per l’intero cast al femminile, insomma abbiamo dato e ricevuto tanta bellezza.>>

 

– Quali sono i suoi progetti? Sono certa che una persona spumeggiante come lei non si sia fatta fermare…

<<Progetti tanti, forse anche troppi, scalpitano, fanno rumore!
Intanto ritornare in scena col mio spettacolo su Rosa Balistreri, che nel primo momento di riapertura, ad agosto, abbiamo portato in Calabria, poi gli spettacoli che dovevano andare in scena da marzo, uno su tutti “Penelope l’Odissea è fimmina”, di Luana Rondinelli, e poi cortometraggi, e ulteriori scritture rimaste li, ad aspettare che passi la pandemia; lo stesso vale per i provini cinematografici che ho sostenuto di cui aspetto risposte.>>

– Lo spettacolo subirà certamente alcuni mutamenti: lei cosa ritiene vada fatto davvero? Secondo lei è azzardato, corretto, necessario riordinare tutto ed avviare una gestione aziendale dei settori dello spettacolo?

<<Sicuramente ci saranno grandi cambiamenti, o per lo meno noi attori li auspichiamo. Col Sindacato, e con altre associazioni formatesi con l’emergenza covid, stiamo conducendo delle battaglie mai viste prima, aprendo tavoli con ministri ed assessori, facendo sentire la nostra presenza, in quanto anche noi siamo dei lavoratori, dei professionisti, argomento ancora non abbastanza chiaro ai più, richiedendo impellenti riforme per l’intero comparto dello spettacolo.
Ma la cosa principale che spero possa accadere è la scomparsa della politica negli uffici dei teatri, ecco, questo già sarebbe un bel passo in avanti.>>

-Come devono cambiare le donne, se devono cambiare?

<<Ah, che bella domanda… le donne devono assolutamente cambiare, ma nei confronti di loro stesse, avere più rispetto per la loro vita, per le loro idee, per il loro passato, presente e futuro.
Ogni giorno dobbiamo analizzare il perché delle nostre scelte, guardarci allo specchio ed accettarci, per quello che siamo, prendere delle decisioni che vengano dal nostro intimo più profondo: rispettarci e farci rispettare.Considerare l’altro come noi stesse, principio cristiano da applicare sempre.
Dobbiamo essere sicure di ciò che vogliamo e facciamo, metterci in testa che in due è bellissimo, ma che se si è sole deve essere comunque bellissimo; se stiamo bene noi, anche coloro che amiamo stanno bene. Illuminate sempre, solari, delicate e forti, bellissimi fiori, a qualunque età.
Mai dubitare della nostra importanza. Amarsi sempre.>>

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