“8 Marzo, Parliamo di Donne”: Barbara Cracchiolo, un volto incredibile!

Barbara Cracchiolo, nel 1999 consegue il Diploma di attrice presso la scuola del “Teatro Degli Specchi “di Catania, diretta da Aldo Lo Castro, e continua dopo i suoi studi teatrali partecipando a numerosi stage, corsi e laboratori teatrali tenuti da importanti professionisti del teatro. Nel 2001, consegue il Diploma di Musical Theatre presso la Musical Theatre Academy di Roma, e si stabilisce nella capitale per frequentare corsi di perfezionamento per insegnanti di Musical Theatre con Marco Bellucci, Fabiola Ricci, Mario Coccetti , fra gli altri. Nel 2002, trasferisce la sua esperienza e formazione romana a Catania, divenendo la co-fondatrice della Musical Theatre Academy di Catania, dove insegna per tredici anni danza e repertorio coreografico, curando le coreografie di numerosi musical. Ha frequentato numerosi stage a Londra presso la “Pineapple Studios” su diversi musical, tra cui: “Chicago”,”Les Misarebles “,The Lion King “,”Mamma Mia”. Da due anni, è organizzatrice e direttrice artistica della rassegna teatrale “Una Stagione al Piccolo”, presso il teatro di Paternò. Ultimo suo lavoro, in ordine di tempo, “Medea o della Donna Assoluta “,tratto dalla Medea di Euripide con la regia di Gianni Scuto.
Barbara Cracchiolo è una attrice di qualità che, forse per la sua formazione di ballerina, attiva nei movimenti del corpo le caratteristiche peculiari dei ruoli interpretati: la mamma di Franz Kafka ne “Lettera al Padre” alla Sala di Martino, produzione Fabbricateatro (regia di G. Scuto) e la Medea, dello stesso regista, sono due piccoli capolavori di bravura! Il suo è un viso profondamente espressivo, anche a muscoli fermi: nelle linee di questo volto cosi particolare e raro, l’attrice riesce a costruire anticipando le sue battute. La duttilità spontanea del suo viso le permetterebbe di recitare un film muto, una scena senza audio, perché lei riuscirebbe senza difficoltà a rendere ogni emozione, e anche ogni fatto di lì a poco a verificarsi. Ma anche la sua voce tradisce la cura e lo studio: la resa di ogni suo momento sul palcoscenico è questa gestualità studiata, prolungamento dell’espressione del viso, rafforzate dalla voce. Talento raro e qualità singolare.
 
– Barbara Cracchiolo, di cosa era innamorata quando era bambina? Era una sognatrice oppure un tipo più concreto, pragmatico?

<<Che bella domanda…intanto quando ero bambina ero innamorata…innamorata di TANTE cose…ero una bambina innamorata in primis dell’amicizia! Avevo tanti amici e tanti compagni di giochi, amavo trascorrere del tempo con loro e soprattutto giocare insieme;non mi piaceva granché giocare con i consueti giocattoli, amavo,invece, i giochi di ruolo e costringevo i miei amichetti a giocare con me, interpretando un qualche ruolo, che stabilivo io naturalmente…e quando loro mi lasciavano da sola, perché preferivano cambiare gioco, a me bastava lo scialle della nonna, o le scarpe di mia mamma, o gli occhiali della zia per trascorrere interi pomeriggi inventando storie ed interpretando ruoli…insomma, un destino un po’ segnato…E poi…ero profondamente innamorata della danza! Il mio desiderio più grande era quello di poter studiare danza, per diventare una ballerina; ma questa mia passione non era condivisa dai miei genitori. Trovai comunque, grazie alla caparbietà che mi ha sempre contraddistinta, un escamotage…all’età di 9 anni costrinsi mio cugino, appena diciottenne, ad apporre la sua firma, al posto dei miei genitori, sulla mia iscrizione a scuola di danza. Quindi misi i miei davanti al fatto compiuto, partì un ceffone naturalmente, ma da lì iniziò un sogno…>>

<<Non sono mai stata nè concreta nè pragmatica nella mia vita, sin da bambina sono sempre stata una grande sognatrice e tutt’ora la mia anima si nutre continuamente di sogni…i sogni, quelli ad occhi aperti, mi hanno sempre accompagnata e stimolata;e se è vero quello che dice il grande Einstein, e cioè che “un uomo con un sogno non fallirà mai”, credo di essere proprio sulla buona strada! Quello che mi ha frenata, a volte, invece, è stata una scarsa autostima, che spesso ha tarpato le mie ali e ha frenato i miei sogni, in quanto la sensazione che provavo di fronte a certe situazioni era quella di inadeguatezza;spesso non mi sentivo all’altezza e allora evitavo proprio di intraprendere determinati percorsi…ed anche con il teatro, per molti anni, è stato così! Per fortuna, però, ho sempre comunque coltivato i miei sogni, seppur con un senso di inadeguatezza che mi opprimeva, e ciò mi ha portato oggi ad avere un po’ meno rimpianti di quelli che avrei potuto avere se non mi fossi lasciata cullare, ma anche stimolare, dai miei sogni.>>
 
– Ha sempre voluto fare l’attrice e quali percorsi ha intrapreso, studi ha scelto per diventarlo?
<<Ho sempre voluto fare l’attrice…sin da quei primi giochi che mi vedevano ora mamma, ora nonna, ora infermiera, ora semplicemente amica…
Già all’età di 4 anni la mia maestra d’asilo mi assegnò un ruolo da protagonista in una piéce teatrale per bambini:facevo la nonnina insieme ad una compagnetta molto spigliata come me, lei vide subito in me delle capacità interpretative…tanti anni dopo, incontrandomi quasi alla fine della sua carriera, mi disse che conservava ancora il ricordo di quella mia “recita”…mi disse che quel copione non potè più riproporlo, perché non aveva più trovato 2 bambine spigliate e capaci come noi…
Il teatro lo amo in tutte le sue forme…amo farlo, amo leggerlo, amo studiare a memoria i copioni, amo tantissimo anche vederlo, e quando posso vado sempre a teatro ad applaudire i colleghi.
Il teatro per me è una delle forme più alte di cultura, il teatro ti forma, ti informa, ti educa, rende libero il pensiero, ti civilizza e soprattutto ci emoziona! Non è un caso, credo, che nella civiltà per eccellenza, quella greca, lo Stato mandasse a teatro tutti i suoi cittadini, schiavi compresi, gratuitamente!!!
Credo che attore si è…non si fa…l’attore non è un mestiere come un altro…è qualcosa che che è dentro l’anima, è qualcosa che scorre nelle tue vene, è un “veleno” di cui non puoi fare a meno, è una passione più forte di te…tante volte ho pensato e deciso di smettere, ma alla fine torno sempre sui miei passi…perché?! Perché mi sento fortemente e veramente me stessa solo quando interpreto un ruolo. Il palco è la mia vera casa, e non è uno slogan, nè una frase fatta, su quelle tavole profumatissime mi sento viva, mi sento nel mio ambiente, nel mio habitat naturale; recitare è per me un modo per ossigenare la mia anima, senza vivo davvero una vita a metà, l’altra mia metà è il personaggio a cui di volta in volta cerco di dare vita, corpo, voce, anima. Ogni personaggio che ho interpretato vive dentro di me, mi appartiene, mi ci lego come fosse un’altra me, me ne innamoro e soffro quando devo lasciarlo, senza mai abbandonarlo del tutto. E poi ci sono gli applausi…quelli sono diventati la mia pillola di Limitless, un energizzante, senza mi si scaricano proprio le pile della mia anima! Dopo un periodo intenso di prove e poi di spettacoli, quando torno alla vita di tutti i giorni, mi sento strana, mi sento inadeguata, mi sento proprio spezzata…privata della mia vera essenza. Naturalmente per fare l’attrice ho dovuto studiare tanto, e studio ancora! Ho cominciato studiando privatamente ed ho continuato per un bel pò di anni, perché non trovavo il coraggio per affrontare i provini per poter entrare in una scuola di teatro; ma poi uno dei miei insegnanti riuscì a trascinarmi, quasi con la forza, ad intraprendere il percorso triennale di studi presso la scuola del Teatro degli Specchi di Catania. Dopo quel primo diploma ho sempre continuato a formarmi attraverso laboratori e stage con diversi professionisti di fama nazionale. Ad un certo punto divenne forte dentro di me il sogno del musical, che, tra l’altro, mi permetteva di coniugare danza e teatro, così ho intrapreso un altro percorso di studi presso la Musical Theatre Academy di Roma, approfondendo poi gli studi attraverso stage per diversi anni direttamente a Londra. Ma la mia vera scuola è stato il palcoscenico…>>
 
– Cosa pensa di ciò che sta accadendo? Come affronterebbe la questione in ordine alle soluzioni da adottare? Lei personalmente come lo sta vivendo ed affrontando questo momento?

<<La domanda è abbastanza complessa e, purtroppo per me, anche molto dolorosa! Io il periodo assurdo che stiamo vivendo lo sto affrontando cercando di continuare a creare…cercando di nutrirmi comunque di arte e teatro! infatti non abbiamo smesso del tutto di fare teatro… A Dicembre con Nuovo Teatro Gamma, per la regia di Gianni Scuto, abbiamo preparato uno spettacolo:”CATANIA GIORNO E NOTTE”, che è andato in streaming per l’evento PALCOSCENICO CATANIA organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Catania per esempio!

Adesso fervono i preparativi per eventuali spettacoli che, crediamo, sicuramente si potranno fare questa estate all’aperto…
È in programma una ripresa dello spettacolo “LETTERA AL PADRE” con la regia sempre di Gianni Scuto e poi con le colleghe Sabrina Tellico, Simona Gualtieri e Cinzia Caminiti, che si sta occupando anche della regia, stiamo provando, nel rispetto delle regole anti-covid, uno spettacolo che mi sta dando veramente tanto, in termini emozionali soprattutto! Stiamo lavorando ad uno spettacolo interamente al femminile dal titolo “LIBERE” donne contro la mafia… Un argomento di cui si è detto tanto, ma noi stiamo cercando di dire la nostra in maniera molto interessante ed originale, credo…e per il momento non posso svelare altri dettagli… Spero solo di poterlo fare prima possibile in teatro!!!!>>
 
– Come vive la sfera privata? Cosa le piace fare nei momenti liberi?
<<La sfera privata?! Implicitamente ho già risposto…sì, se devo essere sincera la sfera privata la vivo spesso con un senso di disagio…a parte mia figlia, che è il mio dono più grande e prezioso, non amo molto aggirarmi tra le mura di casa, non amo occuparmi di essa, come tutte le brave massaie, non amo occuparmi della cucina, delle pulizie…vivo tutto questo con senso di costrizione, come qualcosa che si deve fare e si fa…
La cosa che più mi piace fare nei rarissimi momenti liberi è di incontrare le amiche e trascorrere del tempo con loro, poiché sono, per natura, una persona che ama stare in mezzo alla gente, amo la socialità e spesso per lavoro sono costretta a privarmi della gioia di trascorrere del tempo con le persone che amo.>>
 
– Come si vede nel suo futuro?
<<Io non mi vedo nel futuro…ma sogno un mio futuro…quello che sogno per il mio futuro è sempre di poter calcare un importante palcoscenico milanese. E poi uno dei miei più grandi desideri per il futuro è quello di prendere parte ad un film…desidero davvero tanto interpretare un ruolo in un film, ma lì, ahimè, non ci vuole bravura…o non solo quella…lì ci vogliono tante congiunture astrali…ma io non smetterò di sognarlo e desiderarlo, e poi…sognando sognando…chissà…>>

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