“8 Marzo, Parliamo di Donne”: Agata Testa, biologa innamorata della sua professione

Agata Testa è una donna che non ha difficoltà a dichiarare la sua età: è nata a Catania cinquantotto anni fa, è mamma di due gemelli (un maschio ed una femmina) che, come tanti coetanei, hanno festeggiato il 18° compleanno in clima di pandemia. E’ una biologa clinica laboratorista, opera da più  di trent’anni nel settore della sanità privata, lavorando in un centro di analisi assai noto a Catania. Ama la natura, gli animali, non nasconde una particolare predilezione per i gatti. Nel tempo libero, ama passeggiare nella sua Catania ed uscire in barca a vela.
La sua specializzazione la porta ad avere maggiore contatto con le pazienti donne, spesso desiderose di conoscere il funzionamento delle proprie ovaie, sia per comprenderne la fertilità, che per verificarne le condizioni in quella fase della vita in cui corpo, umore, comportamenti vengono influenzati da una variazione ormonale dovuta al trascorrere del tempo. In entrambi i momenti, come biologa e come donna, sebbene il suo lavoro la porti in ambiti diversi dalla stanza dei prelievi o dalla sala d’attesa, la dottoressa Agata Testa è sempre pronta  a confrontarsi con le ansie e le preoccupazioni delle clienti, perché comprende bene che non ci sono solo numeri di cui spiegare il valore. Dall’utero e dalle ovaie si diramano “tutti i meridiani del corpo” e se nella fase adolescenziale la loro raggiunta maturità decreta un potere legato alla capacità di donare la vita, nella menopausa la fine di tutto questo. In entrambi i casi, è necessario per una donna capire al di là del referto chiuso in busta o inviato per mail, nel momento immediatamente precedente alla consultazione di uno specialista, e trovare un sorriso aperto, ascoltare una voce pacata, la biologa sa bene quanto sia importante. Del resto, lei stessa è la prova che si può diventare mamme in età non più giovane e accettare la sfida del cambiamento considerandolo l’inizio di un’altra fase in cui, Agata Testa raccomanda, la quiescenza di utero ed ovaie non significa affatto fallimento, ma approccio nuovo; che i chili in più possono essere smaltiti, la pelle curata con maggiore riguardo e l’umore aiutato. Occorre rivolgersi senza timore a chi può essere d’aiuto e non farsi vincere dal senso di vuoto e dalla solitudine.
 – Il suo ambiente lavorativo, i suoi colleghi, il datore di lavoro, quanto hanno pesato nel bene e nel male sulla sua vita di donna e mamma? Ha incontrato solidarietà o contrasti?
<<Un laboratorio di analisi cliniche può essere considerato un microcosmo, spesso, al femminile,  dove  bisogna essere in sinergia, condividere informazioni e risorse, ci si predispone a confrontarsi con persone differenti da noi, per cui alla fine la solidarietà nasce spontanea. Essendo a contatto  con sostanze chimiche e biologiche potenzialmente pericolose, questo  lavoro mi ha condizionato  nella scelta  di avere un figlio. I miei figli sono nati al compimento dei quaranta anni, quando l’età  biologica  mi imponeva una scelta.>>
– Cosa significa emotivamente per una donna entrare in menopausa?
<<Nel mio lavoro  mi occupo  di dosaggi  ormonali, per cui spesso eseguo dei test che ne valutano i livelli che stabiliscono lo stato di menopausa, che altro non è che un meccanismo biologico che determina un cambiamento sia nel fisico che “nell’animo”. Ciò è dovuto principalmente al calo degli estrogeni, la cui mancanza provoca degli effetti  visibili come, ad esempio, sulla pelle che a causa della mancanza di elastina e collagene diviene sottile, secca, anelastica.
Le modifiche dei livelli ormonali  di estrogeni e progesterone si manifestano con un’instabilità  emotiva, l’emotività  è quindi una componente che, in questa fase della vita di una donna, riconosce  un’origine sia biologica ormonale che psicologica, in quanto si deve elaborare il cambiamento  ed accettarlo.>>
– L’opinione di una biologa sull’utilità di vaccinarsi?
<<La vaccinazione è l’unica  modalità che ci può far sconfiggere la pandemia. Senza andare nei dettagli scientifici , che si ritrovano ormai anche sulle riviste di moda, se il virus penetra nell’organismo umano, solo gli anticorpi adeguati possono impedirne il suo ingresso nelle cellule e la possibilità  di replicarsi. Lo scopo della vaccinazione (qualunque essa sia, Pfizer, Moderna, Astrazeneca) è  proprio quello di stimolare la produzione di anticorpi in quantità e qualità adeguata.
Io personalmente  ho già  effettuato  la vaccinazione, non ho avuto nessun effetto collaterale, solo un leggero dolore al braccio, ho effettuato il test che valuta la presenza di anticorpi neutralizzanti anti spike che ne ha rilevato un buon livello.
Rtengo che non bisogna  essere diffidentii, ma avere piena fiducia nella scienza.>>
– Lei ha due figli gemelli, un maschio ed una femmina: li ha cresciuti con quali insegnamenti, principi? Ha operato, anche senza intenzione, delle differenze?
<<I miei figli li definisco ” i gemelli diversi”: non si somigliano né fisicamente, né caratterialmente; li ho cresciuti impartendo loro gli stessi insegnamenti, ma hanno sviluppato due personalità dissimili dovute probabilmente alla differenza di sesso. I valori che per me sono fondamentali sono il rispetto e l’amicizia, e mi auguro che i miei figli ne tengano conto, soprattutto non facendo mai differenze di genere.>>

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