La privatizzazione della SAC, società di gestione dell’Aeroporto di Catania, continua a suscitare interrogativi che, a distanza di mesi dall’avvio della procedura, attendono ancora risposte puntuali.
L’incontro organizzato presso la Camera di Commercio avrebbe potuto rappresentare un’occasione per illustrare ai cittadini, ai lavoratori e agli operatori economici alcuni aspetti fondamentali dell’operazione: il piano industriale, le prospettive occupazionali, le garanzie per il mantenimento del controllo strategico dell’infrastruttura e i criteri economici alla base della valutazione della società.
Secondo numerosi osservatori, tali chiarimenti non sarebbero arrivati.
Il dibattito si è invece concentrato prevalentemente sulle ragioni della privatizzazione, lasciando irrisolti diversi interrogativi che continuano ad alimentare il confronto pubblico.
Tra questi:
- quali siano gli obiettivi industriali dell’operazione;
- quali garanzie siano previste per i livelli occupazionali, con particolare riferimento ai dipendenti di SAC Service;
- quale sarà il ruolo degli enti pubblici dopo l’ingresso del socio privato;
- quale sia la metodologia utilizzata per determinare il valore della società e dell’intero asset aeroportuale;
- quali strumenti siano stati predisposti per garantire trasparenza durante tutte le fasi della procedura.
Sono domande che riguardano non soltanto gli addetti ai lavori, ma l’intera collettività siciliana.
L’Aeroporto di Catania rappresenta infatti una delle principali infrastrutture del Mezzogiorno e costituisce un servizio essenziale per cittadini, imprese e turismo.
Proprio per questo motivo, una procedura di privatizzazione richiede il massimo livello di trasparenza e di informazione pubblica.
Nel corso dell’incontro sono intervenuti rappresentanti della Camera di Commercio, degli enti soci e del management della società, illustrando le rispettive posizioni. Tuttavia, secondo numerosi partecipanti, molti dei quesiti posti dal territorio sarebbero rimasti privi di una risposta esaustiva.
Il tema centrale rimane quello della tutela dell’interesse pubblico.
Una privatizzazione può rappresentare un’opportunità di sviluppo soltanto se accompagnata da un progetto industriale chiaro, da investimenti certi, dalla salvaguardia dei lavoratori e da un percorso pienamente trasparente nei confronti della collettività.
In assenza di tali elementi, è inevitabile che crescano dubbi, perplessità e richieste di maggiore chiarezza.
L’iniziativa di Consitalia
Su questa vicenda, l’Associazione Consumatori d’Italia – Consitalia rende noto di avere presentato, già in una fase antecedente all’attuale procedura, un esposto alla Procura della Repubblica di Catania, volto a sollecitare verifiche su alcuni profili ritenuti meritevoli di approfondimento.
Secondo quanto riferisce l’associazione, allo stato non risulterebbe facilmente ricostruibile l’iter amministrativo dell’esposto, circostanza sulla quale Consitalia dichiara di voler chiedere chiarimenti agli uffici competenti attraverso gli strumenti previsti dalla legge, senza formulare alcuna conclusione circa le ragioni di tale situazione.
L’associazione afferma che continuerà a seguire l’evoluzione della vicenda, riservandosi di promuovere ogni iniziativa ritenuta opportuna a tutela dei cittadini, dei lavoratori e dell’interesse pubblico, nel rispetto delle competenze delle autorità amministrative e giudiziarie.
