Porto di Ognina, il Comitato “Ognina non si vende”: «Ora si proceda allo sgombero dell’area e si faccia piena luce sulle nostre denunce»

Porto di Ognina, il Comitato “Ognina non si vende”: «Ora si proceda allo sgombero dell’area e si faccia piena luce sulle nostre denunce»

CATANIA – La recente decisione amministrativa che comporta la perdita della concessione demaniale aggiuntiva da parte della società La Tortuga rappresenta, secondo il Comitato cittadino “Ognina non si vende”, la conferma delle ragioni sostenute negli ultimi anni nella battaglia per la tutela del porticciolo storico di Ognina.

La vicenda trae origine dalla decisione dell’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente che, facendo seguito alla pronuncia del Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana, ha disposto che l’intero procedimento relativo all’ampliamento della concessione demaniale dovrà essere integralmente rinnovato, anche alla luce della valutazione in corso sull’eventuale apposizione di un vincolo paesaggistico sull’antico “Porto Ulisse”, risalente all’VIII secolo avanti Cristo.

Per il Comitato si tratta di un passaggio particolarmente significativo, poiché confermerebbe come le criticità evidenziate nel corso degli anni meritassero un approfondimento ben maggiore prima del rilascio della concessione.

«Il porto deve tornare libero»

Alla luce della nuova situazione giuridica, il Comitato “Ognina non si vende” chiede che vengano immediatamente avviate tutte le procedure necessarie per la rimozione delle opere realizzate nell’area interessata dalla concessione decaduta e per il ripristino delle condizioni originarie del porto.

Secondo il Comitato, il porticciolo storico deve tornare ad essere un bene pubblico pienamente fruibile dalla collettività, nel rispetto delle norme demaniali, ambientali e della sicurezza della navigazione.

L’esposto depositato in Procura

Il Comitato ricorda inoltre di avere depositato già la scorsa estate un articolato esposto-denuncia presso la Procura della Repubblica di Catania.

Nell’atto venivano segnalate, secondo quanto riferisce il Comitato:

  • presunte criticità in materia di sicurezza della navigazione marittima e portuale;
  • presunte violazioni della normativa ambientale;
  • ipotesi di danno ambientale;
  • ulteriori profili che, secondo gli esponenti, avrebbero richiesto approfondimenti investigativi.

Ad oggi, afferma il Comitato, non sarebbe pervenuta alcuna comunicazione relativa ad una eventuale richiesta di archiviazione né risulterebbero note determinazioni definitive sull’esposto presentato.

Per tale motivo il Comitato dichiara di nutrire forti perplessità sull’iter seguito dalla segnalazione e annuncia che provvederà nei prossimi giorni a ripresentare integralmente la denuncia, chiedendo nuovamente che vengano svolti tutti gli accertamenti ritenuti necessari.

Secondo i promotori dell’iniziativa, il tempo trascorso senza comunicazioni ufficiali rende opportuno verificare lo stato effettivo del procedimento.

«Confidiamo nel nuovo Procuratore»

Il Comitato sottolinea di guardare con fiducia all’operato del nuovo Procuratore della Repubblica di Catania, Francesco Curcio.

«Ci auguriamo – dichiarano i rappresentanti del Comitato – che sotto la nuova guida della Procura possa consolidarsi un rapporto ancora più diretto con i cittadini e che ogni denuncia venga valutata con il massimo approfondimento, nel pieno rispetto dei principi di legalità e dell’obbligatorietà dell’azione penale.»

Il Comitato evidenzia come numerosi cittadini, negli anni passati, abbiano maturato la percezione che molte segnalazioni siano state archiviate senza adeguati approfondimenti investigativi, auspicando che ogni valutazione venga svolta esclusivamente sulla base degli elementi oggettivi raccolti nel corso delle indagini.

Protesta davanti alla Capitaneria di Porto

Contestualmente, il Comitato “Ognina non si vende”, insieme all’associazione dei consumatori Consitalia, annuncia l’organizzazione di una manifestazione pubblica davanti alla Capitaneria di Porto di Catania.

L’iniziativa avrà un duplice obiettivo:

  • chiedere lo sgombero dell’area interessata dalla concessione non più efficace, nel rispetto delle determinazioni amministrative e giudiziarie;
  • chiedere un incontro ufficiale con il Comandante della Capitaneria di Porto per rappresentare le numerose criticità che, secondo il Comitato, riguardano la sicurezza della navigazione, l’organizzazione degli spazi portuali e la tutela dell’ambiente marino.

Secondo gli organizzatori, alcune segnalazioni avrebbero trovato un primo riscontro operativo negli ultimi giorni, ma permarrebbero numerose problematiche che richiederebbero interventi strutturali.

«Il porto appartiene alla città»

Per il Comitato, la vicenda rappresenta un’occasione per ripensare il futuro del porticciolo di Ognina.

«Non si tratta di una battaglia contro operatori economici o imprenditori – conclude il Comitato – ma della difesa di un bene pubblico, storico e identitario della città di Catania. Il porto di Ognina appartiene alla collettività e deve essere gestito garantendo legalità, trasparenza, sicurezza della navigazione, tutela ambientale e pari opportunità di utilizzo per tutti i cittadini.»

Il Comitato annuncia infine che continuerà a vigilare sull’evoluzione della vicenda amministrativa e giudiziaria, riservandosi ulteriori iniziative istituzionali qualora lo ritenga necessario per la tutela dell’interesse pubblico.

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