Ci sono cittadini che, dopo aver presentato denunce, esposti, memorie e richieste di approfondimento, hanno la sensazione di trovarsi davanti a un muro di gomma.
È una percezione che merita di essere ascoltata.
Consitalia, nell’esercizio della propria attività di tutela dei consumatori e degli utenti, riceve da anni segnalazioni di persone che lamentano di non aver ottenuto risposte ritenute adeguate rispetto alle questioni sottoposte all’attenzione dell’Autorità giudiziaria.
Le richieste di archiviazione sono uno strumento previsto dal nostro ordinamento e rappresentano una componente fisiologica del processo penale. Tuttavia, quando il cittadino ritiene che le proprie denunce non siano state esaminate in modo completo o che le motivazioni siano insufficienti rispetto ai fatti rappresentati, nasce inevitabilmente un sentimento di sfiducia.
È proprio questa distanza tra istituzioni e cittadini che dovrebbe preoccupare tutti.
La giurisprudenza, il codice di procedura penale e, da ultimo, la riforma Cartabia hanno rafforzato il ruolo della persona offesa, riconoscendole maggiori garanzie partecipative e strumenti per interloquire nel procedimento. Tali strumenti, però, raggiungono il loro scopo solo se il cittadino percepisce che le proprie osservazioni sono state effettivamente considerate e valutate.
Consitalia non chiede scorciatoie.
Non chiede condanne preventive.
Non chiede trattamenti di favore.
Chiede soltanto che ogni denuncia riceva un esame completo, imparziale e adeguatamente motivato, nel pieno rispetto delle garanzie previste dalla legge.
L’associazione rivolge inoltre un sincero appello alla magistratura seria, indipendente e autorevole, quella con la “M” maiuscola, composta da donne e uomini che ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, svolgono il proprio servizio con competenza, equilibrio, sacrificio e senso dello Stato.
Sono proprio questi magistrati a rappresentare il volto migliore della giustizia italiana.
Ed è anche per tutelare il loro lavoro che occorre dissipare ogni dubbio attraverso decisioni motivate, verifiche accurate e un dialogo processuale rispettoso dei diritti di tutte le parti.
Quando un cittadino esce da un’aula di giustizia con più domande di quelle con cui era entrato, non perde soltanto lui: perde credibilità l’intero sistema.
Nelle aule dei tribunali campeggia una frase che appartiene a tutti gli italiani:
“La legge è uguale per tutti.”
E ogni sentenza viene pronunciata “In nome del Popolo Italiano.”
Quelle parole non sono una semplice formula.
Sono un impegno.
Un impegno che richiama ogni istituzione al dovere della trasparenza, della motivazione delle decisioni e dell’ascolto dei cittadini.
Per questo Consitalia rinnova il proprio appello: rafforzare la fiducia tra cittadini e istituzioni significa garantire che ogni denuncia sia valutata con attenzione, che ogni decisione sia chiaramente motivata e che il confronto tra giustizia e società civile resti aperto, nel pieno rispetto della legge e dell’indipendenza della magistratura.
Perché è proprio in nome del Popolo Italiano che tutti chiediamo una giustizia capace non solo di decidere, ma anche di convincere attraverso la forza delle proprie motivazioni.
