Obbligati a crescere. Diàstasis: What about?

Obbligati a crescere. Diàstasis: What about?

Soddisfatti i bisogni legati alla sopravvivenza, l’Uomo vive in una continua ricerca di Unità con qualcosa, con qualcuno. Aspira a vivere in gruppo, aspira a ricongiungersi a Dio alla fine del suo percorso terreno, solo per citare due esempi macroscopici di ricerca di unità. Tendiamo tutti a legarci troppo alle persone e alle cose sicché, quando perdiamo l’oggetto/soggetto al quale siamo uniti, soffriamo maledettamente. Da che mondo è mondo l’atto della separazione assume connotati negativi, a volte tragici. Gli psichiatri confermano, in tutto il mondo, che le prime cause di depressione e nevrosi sono tutte separazioni: la morte del partner, il divorzio, il licenziamento e il trasloco! Eppure… eppure la vita dell’uomo e dell’intero universo nasce e procede per separazione.

Cos’è il Big Bang se non il più immenso processo di separazione. Se lo zigote non si separa due, quattro, otto…, miliardi di volte non ci sarà mai un bambino pronto a nascere; e se questo bambino non si separerà dalla madre non potrà esserci un uomo. Se l’adolescente non spezzerà il legame di dipendenza psichica dai genitori non sarà mai adulto e se non si separerà dai genitori per dar vita ad una nuova famiglia la specie umana si estinguerà.  E ancora. Com’é dura lasciare il proprio paese per andare a lavorare lontano, ma se non si lavora non si campa. In ogni separazione c’è il bene e c’è il male, la voglia di restare e quella di partire. C’è tristezza, sgomento, dolore ma anche la consapevolezza che è dal cambiamento che scaturiscono le opportunità e la crescita. Ogni processo di crescita richiede un sacrificio: il distacco. C’è sempre qualcuno che soffre nel vederci andar via e in noi compare, inesorabile, il senso di colpa; fino a quando non capiremo e accetteremo che le piccole e grandi separazioni sono il prezzo della crescita, il modo stabilito da madre natura per il trionfo dei suoi fini, che sono anche nostri.

 

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