Continua a far discutere il bando SRD01 emanato dall’Assessorato regionale dell’Agricoltura della Regione Siciliana per il finanziamento degli investimenti aziendali nel comparto agricolo. Dopo la mozione approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana il 9 giugno scorso, con 25 voti favorevoli e 14 contrari, che ha chiesto una revisione del provvedimento, cresce il malcontento tra le organizzazioni di categoria e tra gli operatori dei settori produttivi dell’Isola.
A sollevare nuove critiche sono Agrisat e la Federazione Armatori Siciliani, che denunciano un sistema di programmazione e gestione delle misure pubbliche ritenuto distante dalle reali esigenze delle piccole e medie imprese.
Secondo Agrisat, il bando presenta numerose criticità che rischiano di favorire esclusivamente le aziende economicamente più strutturate. L’organizzazione evidenzia come il requisito minimo di investimento fissato a 250 mila euro e quello massimo di 3 milioni di euro riducano drasticamente la platea dei beneficiari.
Con una dotazione finanziaria complessiva di circa 100 milioni di euro, il numero delle imprese effettivamente finanziabili rischierebbe infatti di essere estremamente limitato rispetto alle migliaia di aziende agricole presenti sul territorio siciliano.
Agrisat punta inoltre il dito contro l’obbligo della cosiddetta “bancabilità” del progetto, che costringe le imprese ad affrontare costi preliminari per ottenere certificazioni bancarie e garanzie finanziarie prima ancora di sapere se il progetto verrà ammesso a finanziamento.
“Molti agricoltori – sostiene l’associazione – sono stati costretti a sostenere spese per istruttorie bancarie, consulenze e coperture assicurative senza alcuna certezza sull’esito finale della domanda.”
Ulteriori perplessità riguardano gli adempimenti necessari per dimostrare la cantierabilità esecutiva degli interventi, con costi tecnici e professionali che, secondo Agrisat, rischiano di gravare soprattutto sulle imprese di minori dimensioni.
Nel dibattito interviene anche la Federazione Armatori Siciliani, che allarga il ragionamento all’intero sistema produttivo regionale.
“Le problematiche denunciate dal mondo agricolo – afferma la Federazione – sono in larga parte le stesse che da anni vengono segnalate dal comparto della pesca professionale. Le imprese del mare continuano a sentirsi escluse dai principali processi decisionali e dalle politiche di sviluppo che riguardano il futuro economico della Sicilia.”
Secondo la Federazione, negli ultimi anni si sarebbe consolidato un modello di gestione fondato sul coinvolgimento dei consueti interlocutori istituzionali, senza un reale confronto con una parte significativa delle categorie produttive.
“La pesca siciliana attraversa una crisi profonda determinata dall’aumento dei costi, dalla riduzione dei margini economici, dalle restrizioni normative e dalla crescente concorrenza internazionale. Eppure il comparto continua a non trovare adeguato spazio nei tavoli dove vengono assunte decisioni che incidono direttamente sulla sua sopravvivenza.”
La Federazione Armatori Siciliani sottolinea inoltre come le attuali politiche regionali non abbiano prodotto risultati percepiti come soddisfacenti dagli operatori del settore e chiede un radicale cambio di metodo nella costruzione dei bandi e delle misure di sostegno.
Nel frattempo resta aperto un interrogativo politico e istituzionale. Se il Parlamento siciliano ha approvato una mozione che chiede la revisione del bando SRD01, quali iniziative concrete intende assumere il Governo regionale? La procedura proseguirà senza modifiche oppure verrà sospesa per consentire un confronto con le categorie interessate?
A queste domande se ne aggiunge un’altra, posta dalla Federazione Armatori Siciliani nell’ottica della trasparenza amministrativa e della partecipazione democratica: quali criteri hanno portato alla nomina della dottoressa Eleonora Contarino nel ruolo attualmente ricoperto e quale percorso di consultazione ha accompagnato tale scelta? Una richiesta di chiarimento che, secondo l’associazione, merita una risposta pubblica nell’interesse delle imprese agricole, della pesca e dell’intera collettività siciliana.
