I giudici censurano i pareri della Soprintendenza. Il Comitato “Ognina non si vende” annuncia diffide e nuove iniziative
CATANIA – Una sentenza destinata a incidere profondamente sul futuro del borgo marinaro di Ognina e sul contestato progetto del porto turistico. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha accolto l’appello proposto da Legambiente Catania, riconoscendo la fondatezza delle contestazioni riguardanti i pareri rilasciati dalla Soprintendenza ai Beni Culturali.
Secondo quanto evidenziato dai giudici amministrativi, la valutazione effettuata dalla Soprintendenza sarebbe stata limitata al solo impatto cromatico delle imbarcazioni ormeggiate, senza approfondire adeguatamente gli aspetti archeologici, ambientali e paesaggistici che caratterizzano l’area di Ognina, riconosciuta come uno dei luoghi di maggiore pregio storico e naturalistico della città.
Il Collegio ha quindi ritenuto insufficiente l’istruttoria svolta, sottolineando la necessità di una valutazione più ampia e approfondita rispetto alla complessità del contesto interessato dall’intervento.
Per Legambiente Catania si tratta di una decisione particolarmente significativa, poiché riafferma il principio secondo cui la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale non può essere ridotta a considerazioni meramente estetiche, ma deve tenere conto dell’insieme dei valori ambientali, storici e sociali presenti sul territorio.
Possibili effetti immediati
Alla luce del pronunciamento del CGA, secondo quanto sostenuto dai ricorrenti, il concessionario dovrà interrompere le attività oggetto del contenzioso e l’area dovrà essere restituita alla piena disponibilità pubblica nelle forme previste dalla legge e dagli ulteriori provvedimenti amministrativi conseguenti alla sentenza.
L’avvocato Elio Guarnaccia, che ha assistito Legambiente insieme all’avvocato Francesco Fichera, ha evidenziato che l’eventuale riapertura del procedimento comporterà la necessità di acquisire nuovamente i pareri delle amministrazioni coinvolte, aggiornandoli sia alle indicazioni contenute nella sentenza sia al progetto di rigenerazione del lungomare di Ognina già approvato.
La soddisfazione del Comitato “Ognina non si vende”
Particolarmente significativa la reazione del Comitato cittadino “Ognina non si vende”, da anni impegnato nella difesa della fruizione pubblica del borgo marinaro.
«Finalmente la giustizia dà qualche segnale» è il commento diffuso dai rappresentanti del Comitato all’indomani della decisione del CGA.
Il movimento civico ha annunciato di essere al lavoro per predisporre una formale diffida indirizzata alla società concessionaria, con richiesta di ottemperare immediatamente agli effetti derivanti dalla sentenza.
Secondo quanto comunicato dal Comitato, la diffida sarà trasmessa anche alla Capitaneria di Porto di Catania, alla Digos, all’Arma dei Carabinieri e agli altri uffici competenti affinché vengano effettuate le verifiche ritenute necessarie.
L’allarme sul degrado del porticciolo
Contestualmente il Comitato ha segnalato una situazione di degrado presente nell’area portuale di Ognina, lamentando l’accumulo di rifiuti e la presenza di condizioni che, a loro giudizio, richiederebbero un intervento urgente delle istituzioni.
Per questo motivo è stata inviata una nota al Sindaco di Catania e alla Guardia Costiera con la richiesta di effettuare un sopralluogo presso il porticciolo per verificare direttamente lo stato dei luoghi e valutare eventuali interventi di pulizia e ripristino del decoro urbano.
Una vicenda che continua
La sentenza del CGA rappresenta un passaggio rilevante in una controversia che negli ultimi anni ha visto contrapporsi associazioni ambientaliste, comitati cittadini, amministrazioni pubbliche e soggetti privati sul futuro del borgo di Ognina.
Il dibattito resta aperto e saranno ora gli uffici competenti a dover valutare le iniziative amministrative conseguenti alla decisione dei giudici, in un contesto in cui la tutela del paesaggio, la valorizzazione del patrimonio storico e il diritto dei cittadini alla fruizione degli spazi pubblici continuano a rappresentare temi centrali per il futuro della costa catanese.
