Gestione dell’acqua nel Catanese, cresce il dibattito sulla SIE Spa. Consitalia: «Servono trasparenza, tutela degli utenti e controllo pubblico efficace»

Gestione dell’acqua nel Catanese, cresce il dibattito sulla SIE Spa. Consitalia: «Servono trasparenza, tutela degli utenti e controllo pubblico efficace»

CATANIA – Si riaccende il confronto politico e istituzionale sulla gestione del servizio idrico nella provincia di Catania. A intervenire è Sinistra Italiana, che attraverso una lettera indirizzata al sindaco di Catania, avv. Enrico Trantino, ha chiesto di non aderire alla SIE Spa, la società mista incaricata della gestione del servizio idrico integrato in parte del territorio provinciale.

Nel documento, il partito evidenzia una serie di criticità relative alla gestione della società, soffermandosi in particolare sulle recenti proteste registrate in alcuni comuni del Calatino, dove numerosi cittadini avrebbero segnalato bollette di importo particolarmente elevato e richieste di pagamento contestate.

Secondo Sinistra Italiana, la gestione del servizio idrico dovrebbe rimanere fortemente ancorata al controllo pubblico, evitando processi che possano determinare aumenti tariffari o una riduzione della capacità decisionale degli enti locali. Tra i temi sollevati vi sono inoltre la situazione economico-finanziaria della società, la sostenibilità del modello gestionale adottato e la necessità di garantire maggiore accessibilità alle informazioni riguardanti la gestione del servizio.

Il dibattito assume particolare rilevanza considerando che il servizio idrico rappresenta una delle funzioni pubbliche essenziali più importanti per cittadini, famiglie e imprese, in un periodo già caratterizzato da significativi aumenti del costo della vita e da crescenti difficoltà economiche per molte categorie sociali.

Le preoccupazioni dei cittadini

Negli ultimi mesi diversi comitati civici e amministrazioni locali hanno manifestato preoccupazioni riguardo all’andamento delle tariffe, alla qualità del servizio e alla necessità di garantire investimenti adeguati sulle reti idriche, molte delle quali risultano interessate da dispersioni e criticità infrastrutturali.

La questione riguarda non soltanto gli aspetti economici, ma anche il diritto dei cittadini ad avere un servizio efficiente, trasparente e capace di assicurare continuità nell’approvvigionamento idrico.

L’intervento di Consitalia

L’Associazione dei Consumatori Consitalia segue con attenzione l’evolversi della vicenda e ritiene che il confronto debba essere affrontato partendo da un principio fondamentale: la tutela dell’utente finale.

«L’acqua è un bene essenziale e un diritto primario – afferma Consitalia –. Qualunque modello gestionale, pubblico, misto o privato, deve essere valutato esclusivamente sulla base della qualità del servizio erogato, della sostenibilità delle tariffe, della trasparenza amministrativa e della capacità di effettuare investimenti concreti sulle infrastrutture».

L’associazione sottolinea che i cittadini hanno il diritto di conoscere in maniera chiara e comprensibile i criteri di determinazione delle bollette, le modalità di calcolo dei consumi, gli investimenti programmati e la situazione economica del gestore.

Le conclusioni

Consitalia chiede alle istituzioni competenti, ai sindaci, all’Assemblea Territoriale Idrica e agli organismi di controllo di garantire la massima trasparenza sull’intero processo decisionale che riguarda il futuro della gestione dell’acqua nella provincia di Catania.

L’associazione ritiene inoltre necessario avviare un monitoraggio permanente sulle segnalazioni dei cittadini relative alle bollette, alle procedure di recupero crediti e alla qualità del servizio, affinché eventuali criticità possano essere affrontate tempestivamente.

«Al di là delle contrapposizioni politiche – conclude Consitalia – occorre mettere al centro le famiglie, gli utenti e le imprese. La gestione dell’acqua deve garantire efficienza, sostenibilità economica, trasparenza e partecipazione. Ogni scelta futura dovrà essere compiuta nell’interesse esclusivo della collettività e con il pieno coinvolgimento dei territori interessati».

La vicenda continua intanto ad alimentare il dibattito pubblico e istituzionale, destinato a proseguire nelle prossime settimane alla luce delle decisioni che riguarderanno il futuro assetto del servizio idrico nel territorio etneo.

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