L’ uomo moderno è prigioniero della sua mente, costretto in una serietà vincolata sia all’ incapacità di lasciarsi andare che al non saper distinguere più il modo sano di divertirsi. Comici del passato, attori di corti metraggi dell’ epoca del muto ci fanno ancora ridere, attori dell’ avanspettacolo e del cabaret degli anni storici difficili suscitano in noi stupore e malinconia, anche in chi è troppo giovane per conoscere e sentirne la mancanza: personaggi e ruoli giungono a noi come novità, smascherano il nostro bisogno di ridere di pancia.
A Catania in via Vittorio Emanuele, a metà fra il mare e la via Etnea, la zona storica della Civita, esiste un angolo fra i più conosciuti, la Sala Harpago gestita da quasi quarantanni dalla compagnia del Gatto Blu, – i mitici Gino Astorina, Luciano Messina e Nuccio Morabito -, che ritengo possa essere considerata senza dubitarne una struttura in cui si spaccia benessere, in cui entri paziente malconcio ed esci spettatore rigenerato; ti sei sottoposto ad una cura di risate, hai liberato dalle catene la tua voglia di leggerezza repressa dalle severe regole della mente appesantita.
Ultimo spettacolo in ordine di turno nella Rassegna Prima 2026 è stato “Giochiamo al Varietà” di Antonello Costa che in dieci serate di replice ha registrato il tutto esaurito.
Straordinario attore brillante, trasformista e comico che nel 2027 festeggerà quarantanni di onorata carriera nel Varietà, filone artistico che non ha mai tradito ma praticato con grande abilità, competenza e fantasia. Innumerevoli spettacoli in questi anni: L’artista, Calmi, rilassati oh!, Vieni avanti provino, A me gn’occhi, please, A tutto costa sempre più, Costa Crociere un viaggio tutto da ridere, Il Principe del Varietà, Un ponte per due, Giochiamo al Varietà. Lavora in tv su Rai uno, partecipa come ospite ricorrente al Maurizio Costanzo show, affianca Maurizio Ponzi come aiuto regista nei film Fratelli coltelli e Italiani. Scritturato al cinema per 2061 – un anno eccezionale di Carlo Vanzina e nel 2022 nel fim Rosanero di Andrea Porporati.

E’ tornato a Catania con lo spettacolo Giochiamo al Varietà, coadiunato da Gianpiero Perone – torinese di nascita – e dalla sorella Annalisa Costa; alle luci e al service, Giuseppe storico tecnico del Gatto Blu e per l’occasione il fratello Giuseppe Costa che nella vita è un insegnante. Antonello Costa, originario di Augusta, sebbene residente a Roma già da molti anni, non tradisce le sue origini, parla della sua famiglia a cui è molto legato e scherza sul fatto che la madre potrebbe diseredarlo se non facesse lavorare la sorella Annalisa, ottima ballerina che cura tutte le coreografie e valido valore aggiunto agli spettacoli pensati, scritti e realizzati dall’attore. Giochiamo al Varietà viene presentato come un gioco condotto con la partecipazione del pubblico (sovente capita e si ripete durante tutti gli spettacoli del Gatto Blu), raccomandando di trascurare per un paio di ore i problemi della quotidianeità e lasciarsi coinvolgere senza freni dal mood dello spettacolo. Antonello Costa con il bravo Gaetano Perone, che gli fa da spalla, propone segmenti tradizionali che vanno da sketch coreografati, cantati, mimati, propone la canzone comica, il calembour, la macchietta col doppio senso, il tributo, lo sketch, il tormentone, la parodia, il centone ovvero la canzone cambiata.

Lo spettacolo non solo arriva per la bravura di attori e ballerine, ma rimane per la diligenza con cui professionalmente è curato. Esiste l’improvvisazione che il cabaret richiama come fuori programma dinamico in cui anche il pubblico è coinvolto per fare da spalla a sua volta; ma allo stesso tempo, nello show di Antonello Costa la soglia di attenzione per il dettaglio è molto alta. Il comico è davvero un professionista competente che dimostra onestà intellettuale in quanto non esiste un teatro di serie B, categorizzato perchè non di posa ed impegnato secondo i crismi della drammaticità, dell’avanguardia, della sperimentazione, ma esiste la diligenza con cui lavorare e proporre. I suoi spettacoli ben interpretati, ballati, cantati, curati nei costumi, nelle luci, nel suono e nella scenografia esprimono il valore assoluto della serietà con cui un attore con una qualsiasi vocazione tipologica è tenuto a fare questo mestiere.
E, malgrado l’ora tarda, il bis è chiamato e richiamato a gran voce !

Antonello Costa invita a ridere ma non strappa la risata con mezzi mediocri, bensì con sagacia e disciplina. I suoi personaggi sono egregiamente ritagliati in contesti verosimili e poi punteggiati da esponenti comici che l’attore ha perfezionato durante la lunga carriera, fatta di studio, prove e risultati. Lo spettatore, lasciando a malincuore la sala, porta con se la gioia di essere stato trattato come un essere attivo e pensante, non come uno a cui si da a bere qualsiasi cosa, tanto ciò che importa è fare cassa e ridere di ogni sciocchezza. Il teatro così ben fatto è una forma di rispetto che fa parte del codice della Compagnia del Gatto Blu che ha scelto con cura gli spettacoli in questi anni di lunga “convivenza pacifica”.

