La Presidente del Teatro Stabile di Catania, Rita Gari Cinquegrana, nella giornata odierna ha comunicato al Presidente della Regione Siciliana, all’Assessore Regionale al Turismo e Spettacolo, al Sindaco di Catania e della Città Metropolitana, ai Consiglieri di Amministrazione del TSC, le proprie dimissioni.
Di seguito il testo della lettera di dmissioni e una dichiarazione tratta dalla relazione consegnata ai consiglieri.
“Al Presidente della Regione Siciliana
All’ Assessore al Turismo della Regione Siciliana
Al Sindaco della Città di Catania
e della Città Metropolitana di Catania
Al Presidente dell’Ente Teatro di Sicilia
Ai Consiglieri d’Amministrazione
del Teatro Stabile della Città di Catania
VicePresidente Notaio Carlo Zimbone
Dott. Raffaele Marcoccio
Prof.ssa Ida Nicotra
Prof. Enrico Nicosia
Egregi Soci, Egregi Consiglieri,
In quest’ultimo anno, pur tra mille difficoltà, ho continuato ad esercitare la funzione di Presidente del nostro Teatro poichè ha prevalso la visione kantiana che mi ha sempre indirizzata ad azioni orientate al rispetto della legge del dovere. Coerente ai miei principi ritengo che, nell’attuale situazione, non siano ormai utili né il mio impegno né la mia abnegazione.
È con rammarico, dunque, che comunico alle S.S.L.L. la mia assoluta indisponibilità a svolgere ancora il gravoso compito di Presidente del Teatro Stabile della Città di Catania. Rassegno pertanto, con effetto immediato, le mie dimissioni.
Formulo a Voi tutti i migliori auguri di buon lavoro.
Catania e la Sicilia posseggono un gioiello di grande valore, il Teatro Stabile della Città: custoditelo con cura ed amore.
Cordiali saluti.
prof.ssa Rita Gari Cinquegrana”
“In questi anni abbiamo portato avanti un modello, l’idea è del grande Mario Giusti, uno dei padri fondatori del TSC, di un Teatro collocato, non solo idealmente, al centro del Mediterraneo, a Catania, Città che per la sua posizione geografica e culturale può rivendicare questo primato fin dalla nascita, nel V secolo a.C., del Teatro stesso in occidente. Un Teatro che sia interprete orgoglioso della nostra tradizione letteraria e nel contempo diventi punto di riferimento imprescindibile per l’Europa e per le realtà emergenti dai Paesi che si affacciano sul mare nostrum. Una dimensione internazionale che deve però, per avere garanzia di stabilità, affondare radici forti e robuste nella definizione di sé, nella nostra memoria culturale, in una identità collettiva che restituisca il senso stesso alla parola “nazionale”.
Abbiamo lavorato con impegno e determinazione per rivendicare con forza la nostra specificità attraverso una programmazione artistica di elevata qualità, che ha visto e vede protagonisti i grandi autori siciliani, Pirandello, Martoglio, Sciascia, Brancati, Camilleri, e la presenza dei più prestigiosi tra gli attori italiani”.
Evidentemente i contrasti hanno superato il livello di sopportazione.
