L’inimitabile D’Annunzio di Sylos Labini al Teatro Stabile di Catania

L’inimitabile D’Annunzio di Sylos Labini al Teatro Stabile di Catania

Ha proprio ragione Antonio Gramsci quando ci mette in guardia dallo smisurato potere della “parola” quando scrive “Il dire bene grandi cose è un farle in gran parte”.

Si, perché l’altra sera abbiamo assistito a una gradevolissima pièce tratta dalla fortunata serie “INIMITABILI”, andata in onda su Rai 3 prodotta da Rai Cultura, GABRIELE D’ANNUNZIO che è uno spettacolo di Edoardo Sylos Labini, scritto con Angelo Crespi che illustra la vita di uno dei personaggi più discussi e studiati della storia e della cultura italiana: Gabriele d’Annunzio, il Vate degli Italiani. Sylos Labini è accompagnato in scena dalle musiche originali del maestro Sergio Colicchio e col contributo in voce di Stella Gasparri che conducono il pubblico nella vita di un uomo controcorrente, che ha contribuito a costruire una parte dell’immaginario culturale del nostro Paese: l’amante, il soldato, il poeta.

Lo spettacolo segue l’ascesa di d’Annunzio a partire dal periodo romano quando giovanissimo sgomita per il successo, e ne passa in rassegna i fasti, l’esuberante vitalità, l’eroismo, soprattutto durante la prima Guerra mondiale e la successiva presa di Fiume, che ne fecero il riconosciuto Vate degli Italiani, fino all’ultimo periodo in cui al Vittoriale erige il museo di sé stesso. C’è spazio per i molti amori, quelli tormentati con la moglie Maria Hardouin e con la grande Eleonora Duse, per la politica e in particolare per la letteratura e la poesia, dal Piacere alla Pioggia nel pineto dal Notturno agli straordinari carteggi con la divina Duse che sono il lascito eterno di un uomo che ha fatto della propria vita un’opera d’arte.

A rendere autenticamente affascinante il racconto hanno contribuito, la musica dal vivo, l’efficace regia e soprattutto l’appassionata quanto sobria interpretazione di Edoardo Sylos Labini.

Per forza di cose, in un’ora di racconto non si poteva dire tantissimo sull’opera, le imprese e sulla persona del Vate; per esempio pur dando largo spazio alle gesta dell’impareggiabile amante, non s’è fatto cenno alla pansessualità sua e della sua compagna più conosciuta, Eleonora Duse.

Fin da subito – e ancora in vita – Gabriele D’annunzio è stato sublimato in un mito che dura ancora oggi e le cui ragioni ci si deve sforzare di comprendere e, s’è possibile, di spiegare.

Condividiamo l’ammirazione comune che il suo genio ispira ma, a parer nostro, tale ammirazione non implica necessariamente la simpatia; questa noi la riserviamo a coloro che perfezionando il sapere e la tecnica si adoperano a difendere l’umanità dalle forze della natura e, volgendole a suo vantaggio, ad accrescerne la libertà. Riserbiamo la nostra simpatia a coloro che, compassionando il destino dell’uomo, cercano di renderlo migliore; a coloro che si sforzano di strapparlo alla servitù e all’oppressione. Il Vate è decisamente distante dalla nostra weltanschauung.

 

 

RG produzioni, Teatro Stabile di Catania

Foto di Antonio Parrinello

 

Condividilo: