A Catania torna al centro del dibattito cittadino il tema dei disagi subiti dai residenti delle zone limitrofe a Largo Taormina, in occasione delle partite di calcio disputate presso lo Stadio Angelo Massimino.
Nei giorni degli incontri sportivi, molti cittadini denunciano una situazione ormai divenuta insostenibile: la Polizia Municipale dispone lo spostamento obbligatorio delle vetture dei residenti, generando difficoltà logistiche, perdita di tempo e notevoli disagi per famiglie, lavoratori e anziani.
Ciò che appare ancor più paradossale, secondo le segnalazioni raccolte, è che dopo tali spostamenti i parcheggi vengano frequentemente occupati dai tifosi, lasciando i residenti senza possibilità di sosta nelle immediate vicinanze delle proprie abitazioni.
“È una situazione che si ripete da tempo e che necessita di una soluzione strutturale”, segnalano diversi cittadini della zona.
“La passione sportiva non può trasformarsi in un sacrificio imposto sempre agli stessi”.
Sul tema interviene anche l’associazione dei consumatori Consitalia, che chiede formalmente al Sindaco e all’Amministrazione comunale:
-
di affrontare con urgenza la problematica;
-
di coinvolgere Consiglio Comunale, Consigli di Quartiere e Commissioni competenti;
-
di individuare soluzioni concrete e immediate, evitando rinvii o scarichi di responsabilità.
Tra le proposte avanzate emergono:
✔ attivazione di servizi navetta dedicati per i tifosi;
✔ pianificazione di parcheggi di interscambio;
✔ revisione della gestione della viabilità nei giorni delle partite;
✔ valutazione, nel medio-lungo periodo, di infrastrutture sportive più adeguate.
“La città deve poter conciliare eventi sportivi e qualità della vita dei residenti”, sottolinea Consitalia.
“Non si può continuare a chiedere sempre e solo ai cittadini di sopportare”.
A chiudere la riflessione, una frase provocatoria ma significativa raccolta tra i residenti:
“Come possiamo sperare di avere una squadra in Serie A, se come organizzazione collaterale siamo di Serie C?”
— commenta amaramente Zio Iano
Il tema resta aperto e chiama le istituzioni a una risposta chiara, efficace e tempestiva.
