La voragine non ha perso tempo: si è presentata puntuale nel pomeriggio del 12 febbraio, in viale Artale Alagona, all’altezza del civico 39. Un cedimento improvviso di una botola, una buca sull’asfalto e, come da copione, traffico interrotto sul Lungomare dall’incrocio con via Del Rotolo in direzione piazza Mancini Battaglia. Rallentamenti, disagi e automobilisti alle prese con deviazioni dell’ultimo minuto.
L’intervento, va detto, è stato rapido. Sul posto la Polizia Locale, insieme al sindaco Enrico Trantino e all’assessore alla Protezione civile Daniele Bottino, per verificare l’entità del danno. I tecnici della manutenzione comunale hanno effettuato una prima riparazione provvisoria, chiudendo la crepa e rivestendo il tutto con asfalto.
E così, tra il 12 e il 14 febbraio, la differenza sostanziale è apparsa chiara agli occhi dei cittadini: una toppa nel buco. Un rimedio necessario, certamente, ma che riaccende un interrogativo meno provvisorio: si è trattato solo di un episodio isolato o del segnale di criticità più estese?
Il tratto è stato riaperto nel giro di circa 24 ore, ma il dibattito resta aperto. In molti si chiedono se siano state eseguite verifiche strutturali approfondite sull’intero Lungomare e se non sia opportuno aggiornare un documento di valutazione dei rischi realmente aderente allo stato attuale delle infrastrutture.
L’ironia corre veloce quanto gli interventi d’urgenza: la città ha assistito a una perfetta dimostrazione di “chirurgia stradale estetica”, dove la cicatrice è coperta e il traffico riparte. Ma la sicurezza – quella vera – non può essere cosmetica.
Proprio su questo punto interviene l’Associazione dei Consumatori d’Italia Consitalia, che ha inviato una richiesta formale all’amministrazione comunale per prendere visione e ottenere copia del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) relativo alla zona interessata, con l’intento dichiarato di favorire trasparenza e informazione pubblica.
Il tema, al di là delle battute, è estremamente serio. I cittadini chiedono sicurezza concreta e non di spot, programmazione e prevenzione, soprattutto in un’area ad alta frequentazione come il Lungomare. E mentre si procede con interventi tampone, emerge un’altra esigenza: la predisposizione di un piano del traffico efficace e realmente alternativo, capace di garantire fluidità, gestione delle emergenze e tutela della pubblica incolumità.
Perché se è vero che le buche si chiudono, è altrettanto vero che le domande restano aperte.
