Porti insicuri nello Jonio, la Federazione Armatori Siciliani: “Non è emergenza, ma un problema ignorato da anni”

Porti insicuri nello Jonio, la Federazione Armatori Siciliani: “Non è emergenza, ma un problema ignorato da anni”

Dopo il ciclone Harry torna il dibattito politico. “Le criticità erano state denunciate e documentate molto prima”


L’allarme lanciato sui social e ripreso nel dibattito istituzionale in merito ai 150 pescherecci rimasti senza porto sicuro nel versante ionico della Sicilia, a seguito dei danni provocati dal ciclone Harry, riporta al centro dell’attenzione pubblica una questione che — secondo la Federazione Armatori Sicilianinon può essere definita un’emergenza imprevista.

“Non siamo davanti a un evento straordinario, ma a un problema strutturale che denunciamo da anni.”


⚠️ Una crisi annunciata

La Federazione ricorda come la provincia di Catania sia da tempo priva di porti realmente sicuri e adeguatamente attrezzati per la flotta peschereccia, una condizione più volte:

✔️ segnalata alle istituzioni
✔️ formalizzata con atti protocollati
✔️ documentata attraverso articoli stampa
✔️ portata nei tavoli tecnici regionali

Tra le voci che negli anni hanno sollevato il problema figura anche Natale Pipitone, intervenuto ripetutamente presso la Consulta Regionale della Pesca.


🏛️ Il recente dibattito all’ARS

Nel corso della riunione della Commissione Attività Produttive dell’Assemblea Regionale Siciliana, l’AGCI Sicilia, rappresentata dal vicepresidente Giovanni Basciano, ha illustrato la gravità della situazione delle marinerie ioniche dopo gli eventi meteo estremi.

Sono state evidenziate:

🔴 banchine distrutte
🔴 infrastrutture portuali danneggiate
🔴 imbarcazioni colpite
🔴 difficoltà operative per l’intera flotta


🚢 Riposto come soluzione transitoria

Tra le richieste avanzate:

✔️ soluzioni temporanee per il porto di Riposto
✔️ aree attrezzate e dedicate alla pesca
✔️ ripristino urgente delle banchine

Un’urgenza che, secondo la Federazione Armatori Siciliani, conferma quanto denunciato negli anni precedenti.


🌊 Cambiamenti climatici e vulnerabilità costiera

La vicenda evidenzia un tema più ampio:

⚠️ eventi meteo estremi sempre più frequenti
⚠️ infrastrutture non adeguate
⚠️ territori costieri vulnerabili
⚠️ assenza di pianificazione preventiva

“Da anni chiediamo una valutazione seria di porti, ripari e strutture costiere. Oggi si parla di emergenza, ma ieri si ignoravano le segnalazioni.”


💼 Non solo danni materiali

La Federazione sottolinea inoltre che il problema non riguarda esclusivamente i danni alle imbarcazioni, ma anche:

🔴 mancato lavoro
🔴 perdita di reddito
🔴 crisi delle imprese
🔴 difficoltà dei lavoratori

Particolarmente grave l’assenza di strumenti di tutela come:

❌ cassa integrazione di settore
❌ ammortizzatori sociali adeguati


📣 La denuncia della Federazione

La Federazione Armatori Siciliani lancia un messaggio chiaro:

“Le criticità dei porti della provincia di Catania non nascono con il ciclone Harry. Sono problemi cronici, segnalati, documentati e rimasti per troppo tempo senza risposta.”

Secondo l’organizzazione:

⚠️ la politica oggi non può limitarsi a cavalcare l’onda dell’emergenza
⚠️ occorre riconoscere le responsabilità delle mancate programmazioni
⚠️ serve un piano infrastrutturale serio e duraturo


⚖️ Valutazioni legali

La Federazione annuncia:

“Siamo pronti ad agire per le vie legali a tutela delle imprese di pesca, qualora dovessero emergere responsabilità legate a omissioni, ritardi o mancata prevenzione.”


Le richieste

La Federazione Armatori Siciliani chiede:

✔️ interventi strutturali sui porti ionici
✔️ messa in sicurezza reale delle infrastrutture
✔️ misure economiche per danni e mancato reddito
✔️ strumenti di tutela per i lavoratori
✔️ pianificazione preventiva contro eventi estremi


🧭 Conclusione

“La sicurezza della flotta peschereccia non può dipendere dall’emotività del momento. È tempo che quanto denunciato negli anni emerga con chiarezza e produca azioni concrete.”

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