Catania, pignoramenti su stipendi e crediti NPL: Consitalia denuncia un sistema opaco

Catania, pignoramenti su stipendi e crediti NPL: Consitalia denuncia un sistema opaco

Un nuovo esposto depositato a Catania dall’Associazione dei Consumatori d’Italia – Consitalia riaccende i riflettori su un fenomeno sempre più diffuso e controverso: quello dei pignoramenti sullo stipendio fondati su crediti deteriorati (NPL), spesso acquistati in blocco e fatti valere a distanza di molti anni, con documentazione ritenuta incompleta o non verificabile.

La vicenda riguarda una lavoratrice catanese, dipendente da oltre vent’anni della stessa azienda, che si è vista applicare una trattenuta del quinto dello stipendio per un presunto credito risalente a più di quindici anni fa. Secondo quanto segnalato da Consitalia, nel fascicolo dell’esecuzione non risulterebbero contratti originali, né una chiara ricostruzione della titolarità effettiva del credito, elemento oggi centrale alla luce della normativa nazionale ed europea in materia di gestione dei crediti deteriorati.

Crediti acquistati in blocco e diritti dei debitori

Negli ultimi anni il mercato degli NPL è cresciuto in modo esponenziale. Pacchetti di migliaia di posizioni debitorie vengono ceduti tra intermediari finanziari, spesso con catene di trasferimenti complesse. Proprio per questo – ricorda Consitalia – il legislatore europeo e italiano ha rafforzato gli obblighi di trasparenza, tracciabilità e prova della titolarità del credito, a tutela dei debitori-consumatori.

Secondo l’associazione, nel caso segnalato emergerebbero criticità rilevanti:

  • crediti risalenti agli anni 2008–2009, potenzialmente prescritti;

  • mancanza di documentazione originale nei procedimenti esecutivi;

  • utilizzo di copie scannerizzate per giustificare azioni di pignoramento;

  • difficoltà per il debitore di ottenere informazioni chiare e complete.

Il ruolo del datore di lavoro e dei professionisti

L’esposto chiede inoltre di fare luce sul ruolo del terzo pignorato, cioè il datore di lavoro, che per legge è tenuto a effettuare le trattenute solo in presenza di titoli esecutivi validi e verificabili.

Non meno delicata la questione delle tutele difensive: Consitalia segnala presunte carenze nella gestione legale della vicenda nel corso degli anni, con il rischio concreto che il cittadino si trovi inermi di fronte a procedure esecutive complesse, senza una reale possibilità di far valere eccezioni fondamentali come la prescrizione o la mancanza di legittimazione del creditore.

Un fenomeno sistemico, non un caso isolato

«Non parliamo di un singolo episodio – sottolinea Consitalia – ma di un fenomeno sistemico, che riguarda migliaia di lavoratori e pensionati in tutta Italia». L’associazione richiama anche l’esistenza di numerosi contenziosi e pronunce giudiziarie che negli anni hanno censurato prassi opache nel settore del recupero dei crediti deteriorati, soprattutto quando non viene dimostrata in modo rigoroso la titolarità del credito.

Per questo motivo, l’esposto chiede all’Autorità giudiziaria:

  • l’acquisizione completa degli atti delle vecchie e nuove procedure esecutive;

  • la verifica della legittimità dei pignoramenti in corso;

  • l’accertamento di eventuali responsabilità, a tutela non solo del singolo caso, ma dell’interesse collettivo dei consumatori.

L’appello

Consitalia lancia infine un appello alle istituzioni e agli organi di vigilanza: «Il mercato degli NPL non può trasformarsi in un sottobosco giuridico dove il cittadino perde ogni certezza. La legalità non è un dettaglio tecnico, ma una garanzia concreta per chi vive del proprio stipendio».

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