Il Lungomare di Catania torna a riaprire, almeno in parte.
Il sindaco Enrico Trantino ha annunciato la riattivazione della viabilità nel tratto tra piazza Europa e piazza Nettuno, come segnale di ripresa dopo i danni causati dal ciclone Harry. Una riapertura parziale, con una sola carreggiata a doppio senso, illuminazione ridotta e limitazioni dovute al crollo che ha interessato l’area.
Da domani, inoltre, dovrebbe riaprire anche il tratto verso Mancini Battaglia, ma con un cambiamento importante: le corsie rimaste saranno a senso unico verso Ognina, poiché inizieranno i lavori di rigenerazione urbana che porteranno all’abbattimento del ponte di Ognina.
L’amministrazione parla di ripartenza, di città che non si ferma, di cantieri necessari per migliorare il territorio.
Ma mentre il Comune guarda alla ricostruzione, una parte dell’opinione pubblica guarda al terreno sotto i piedi.
⚠️ La domanda che molti cittadini si fanno
Sui social, tra residenti e frequentatori del lungomare, circola una preoccupazione chiara:
Il lungomare è davvero sicuro oggi per il traffico veicolare e pedonale?
Dopo:
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il crollo strutturale
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l’erosione costiera
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i danni causati dalle mareggiate
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la compromissione della sede stradale in più punti
molti ritengono che, prima della riapertura, sarebbe stato necessario rendere pubblico:
📄 una perizia tecnica strutturale aggiornata
📄 una valutazione dei rischi post-evento
📄 una certificazione di idoneità alla circolazione, anche provvisoria
Non per sfiducia politica, ma per una ragione molto semplice:
Qui non si parla di disagi, ma di sicurezza pubblica.
🌊 Non è una strada qualunque
Il lungomare non è una via secondaria:
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è un’arteria urbana ad alto traffico
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è esposta direttamente al mare
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poggia su aree soggette a erosione
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ha già registrato un cedimento
Per questo, tecnici e cittadini fanno notare che in contesti simili, in altre città, si procede con:
✔ monitoraggi strutturali continui
✔ verifiche geologiche
✔ controlli sul sottofondo stradale
✔ limitazioni progressive e motivate
La riapertura è un segnale positivo, ma senza trasparenza tecnica rischia di essere percepita come una scelta più politica che prudenziale.
🎆 Il tema spese e festa di Sant’Agata
Il sindaco ha anche risposto a chi proponeva di sospendere eventi e fuochi per destinare risorse all’emergenza, chiarendo che:
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esistono impegni contrattuali già assunti
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le somme derivano da capitoli non riallocabili
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la festa genera economia
Una posizione amministrativamente comprensibile, ma che si scontra con il sentimento di chi, vedendo crolli, frane e danni, percepisce una priorità diversa:
prima la sicurezza, poi il resto.
🧭 La vera richiesta che sale dalla città
Quello che emerge non è protesta ideologica. È una richiesta concreta:
👉 Trasparenza tecnica
👉 Atti pubblici di verifica
👉 perizie rese note
👉 monitoraggi continui
Perché una città può anche sopportare i cantieri, come dice il sindaco.
Ma non può sopportare il dubbio sulla sicurezza delle sue infrastrutture dopo un evento che ha già provocato crolli.
🏙️ Ripartire sì, ma in sicurezza
Catania vuole ripartire. Nessuno chiede immobilismo.
Ma la ricostruzione non può essere solo un segnale simbolico: deve poggiare su basi tecniche solide e verificabili.
Perché il vero rilancio di una città non passa solo dall’aprire una strada,
ma dal garantire che chi la percorre possa farlo senza correre rischi nascosti.
Se vuoi, nel prossimo passo facciamo una nota ufficiale di richiesta accesso agli atti per ottenere le perizie tecniche sul lungomare. Quella sarebbe una mossa molto forte.
