Dopo l’annuncio del Sindaco di Catania sulla riapertura parziale del lungomare nel tratto tra piazza Europa e piazza Nettuno, con carreggiata ridotta e viabilità modificata a seguito dei danni provocati dal ciclone Harry, si apre ora un fronte fondamentale: la sicurezza reale dell’area e la trasparenza sugli interventi.
L’Associazione dei Consumatori d’Italia – CONSITALIA ha reso noto che presenterà formale richiesta di accesso agli atti per poter:
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prendere visione
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ottenere copia
del Documento di Valutazione dei Rischi e delle eventuali perizie tecniche aggiornate relative alla stabilità del tratto riaperto al traffico veicolare.
“Prima la sicurezza, poi la normalità”
Secondo Consitalia, la riapertura, pur rappresentando un segnale di ripartenza per la città, non può prescindere da verifiche tecniche documentate e trasparenti, soprattutto considerando:
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il crollo avvenuto;
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l’erosione costiera accentuata dagli eventi meteo estremi;
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la presenza di sottoservizi, manto stradale e strutture che potrebbero aver subito danni non immediatamente visibili.
L’associazione sottolinea che i cittadini hanno diritto a sapere se:
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siano state effettuate perizie giurate;
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siano intervenuti più enti tecnici (Comune, Protezione Civile, Genio Civile, Autorità marittime);
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esista una valutazione del rischio aggiornata per il traffico veicolare in un’area colpita da dissesto.
Non si tratta di polemica politica, ma di prevenzione e tutela della pubblica incolumità.
Il nodo economico: i commercianti riusciranno a reggere?
Un’altra questione sollevata riguarda il tessuto economico del lungomare.
Bar, ristoranti, stabilimenti e attività turistiche:
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hanno già subito danni diretti o indiretti;
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ora si trovano a operare in un’area parzialmente accessibile e interessata da cantieri.
La domanda che circola tra operatori e cittadini è chiara:
quante attività riusciranno a resistere se l’emergenza diventa una condizione permanente?
Consitalia chiede che, parallelamente agli interventi strutturali, si apra un tavolo su:
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sostegni economici,
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sospensioni tributarie,
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misure straordinarie per le attività danneggiate.
Fondi regionali per Catania: come vengono spesi?
Altro punto centrale è quello delle risorse economiche stanziate.
L’opinione pubblica, secondo quanto riferisce l’associazione, chiede chiarezza su:
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quali somme siano state effettivamente assegnate dalla Regione Siciliana a Catania;
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quali interventi siano già stati finanziati;
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quali opere riguardino vera messa in sicurezza strutturale e quali invece solo:
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rimozione detriti
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pulizia
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interventi superficiali e temporanei.
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Consitalia evidenzia che, in situazioni di dissesto costiero e infrastrutturale, la sola pulizia non equivale a sicurezza.
Serve sapere se le risorse siano destinate a:
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consolidamento,
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difese costiere,
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stabilizzazione delle aree a rischio,
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ripristino strutturale vero e proprio.
Trasparenza come atto dovuto
La posizione dell’associazione è netta:
nelle emergenze la fiducia dei cittadini si costruisce con i fatti, ma si mantiene con la trasparenza.
Per questo saranno chiesti:
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accesso agli atti tecnici
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documentazione sui rischi
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chiarimenti sull’utilizzo dei fondi pubblici
con l’obiettivo dichiarato di garantire sicurezza, legalità amministrativa e tutela dei cittadini, evitando che l’urgenza diventi scorciatoia.
Perché riaprire è un segnale.
Ma riaprire in sicurezza è una responsabilità.
