Niscemi non dorme più tranquilla.
La grande frana che ha colpito nel primo pomeriggio il versante est della cittadina, nell’area del torrente Bonifazio, in prossimità del quartiere Sante Croci, è solo l’ultimo colpo a un territorio che da giorni mostra segni evidenti di cedimento.
Le immagini delle crepe profonde sulle strade del centro abitato, dell’asfalto spaccato, delle abitazioni minacciate dal movimento del terreno hanno invaso i social in poche ore.
Ma dietro le immagini c’è la realtà: famiglie costrette a lasciare le proprie case, anziani, bambini, persone che non sanno quando – e se – potranno rientrare.
Già 250 sfollati, ma il numero cresce
Duecentocinquanta persone sono state evacuate in via precauzionale nella cosiddetta “zona rossa”.
Gli sfollati vengono assistiti al Palazzetto dello Sport Pio La Torre, dove la Protezione civile regionale ha allestito centinaia di brandine provenienti da Palermo.
Sul posto lavorano senza sosta:
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Vigili del fuoco
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70 volontari della Protezione civile
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Polizia
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Carabinieri
Uno sforzo enorme per contenere l’emergenza. Ma intanto il paese rischia l’isolamento.
Strade chiuse, Niscemi appesa a un filo
Prima la chiusura della provinciale 12.
Adesso, dopo la nuova frana, anche la provinciale 10 è stata interdetta dal sindaco Massimiliano Conti.
Resta una sola strada aperta a collegare l’abitato con la statale Gela–Catania.
E persino quell’accesso potrebbe essere chiuso nelle prossime ore.
La Protezione civile sta valutando percorsi alternativi per evitare che Niscemi resti completamente isolata.
Uno scenario che fa paura solo a immaginarlo.
Consitalia: “Non possiamo dare la colpa solo al maltempo”
Mentre ogni giorno emergono nuove versioni e aggiornamenti tecnici, l’Associazione dei Consumatori d’Italia – Consitalia interviene con parole pesanti:
“Qui non si può ridurre tutto al ciclone o alla pioggia. I rischi idrogeologici del territorio erano noti. La priorità è mettere in sicurezza le persone, ma subito dopo bisogna accertare le responsabilità penali e amministrative.”
Il punto sollevato è chiaro:
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il territorio era classificato a rischio
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le criticità non sono nate ieri
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le frane non sono eventi improvvisi “senza segnali”
Secondo l’associazione, parlare solo di “evento eccezionale” rischia di diventare una comoda scorciatoia.
Prima la sicurezza, poi la verità
In questo momento la priorità assoluta è una sola:
🔴 mettere in sicurezza tutti gli abitanti
🔴 monitorare costantemente il terreno
🔴 garantire vie di accesso e soccorsi
Ma, sottolinea Consitalia, subito dopo servirà altro:
⚖️ verificare se gli interventi di prevenzione siano stati programmati
⚖️ accertare eventuali omissioni
⚖️ capire se segnalazioni e studi siano rimasti nei cassetti
Perché se un territorio cede, non sempre è solo la natura a muoversi.
Un paese sospeso
Niscemi oggi è un paese sospeso:
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case lasciate in fretta
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famiglie divise
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attività ferme
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paura che cresce di giorno in giorno insieme al numero degli sfollati
La terra si muove, le strade si aprono, le certezze crollano.
E mentre i tecnici monitorano il terreno, i cittadini si fanno una domanda semplice e durissima:
Si poteva evitare?
La risposta non potrà arrivare da un comunicato d’emergenza.
Serviranno accertamenti veri. Perché quando un paese rischia di franare, la verità non può restare sepolta sotto il fango.
