Dopo la notte di tempesta che ha devastato la costa catanese, nei porticcioli di Ognina e Aci Trezza non si contano solo i danni alle barche, alle strutture e ai moli, ma anche le polemiche. A parlare, ora, sono direttamente i pescatori e gli armatori locali, che denunciano una situazione di abbandono e di rischi annunciati da anni.
Secondo quanto riferito dagli operatori del settore, nelle ore precedenti e durante l’emergenza meteo nei porticcioli si sarebbero visti principalmente agenti della Polizia di Stato e personale della Polizia Municipale, ai quali i pescatori rivolgono parole di ringraziamento, soprattutto per gli interventi di soccorso alle persone.
Ma dalle testimonianze raccolte emergono interrogativi sulla presenza di altri organi preposti alla vigilanza marittima.
“Uomini della Guardia Costiera non ne abbiamo visti”
A parlare è Sebastiano Spampinato, indicato come rappresentante dell’Associazione Pescatori Marittimi Professionali:
“Il giorno prima e il giorno stesso dell’uragano abbiamo visto i vigili urbani e la Polizia di Stato, che ringraziamo perché hanno salvato vite umane. Ma personale della Guardia Costiera, per quello che abbiamo potuto constatare noi, non ne abbiamo visto.”
Parole che riflettono uno stato d’animo diffuso tra gli operatori del porticciolo, provati da una notte in cui le onde hanno superato i moli e messo a dura prova le strutture.
Il molo “scavato sotto”, le denunce e la paura del crollo
Gaetano Iudica, armatore con due barche ormeggiate a Ognina, racconta:
“Ci siamo sentiti abbandonati. Avevamo costituito il comitato cittadino ‘Ognina non si vende’ e, nell’ambito della Campagna di Educazione Ambientale promossa dalla Federazione Armatori Siciliani, avevamo presentato un esposto in Procura segnalando le carenze di sicurezza del porto e chiedendo verifiche sui moli a rischio crollo.”
Negli anni, secondo quanto riferiscono i pescatori, sarebbero stati diffusi anche video dei fondali, che mostrerebbero zone in cui la base del molo risulterebbe scavata dall’azione del mare.
“Dopo l’uragano – raccontano altri operatori – dobbiamo ringraziare solo il cielo che il molo non sia affondato. Ma alle prossime mareggiate il rischio aumenta. Vogliamo sapere se il molo oggi è sicuro, se è transitabile anche a piedi o se qualcuno si assumerà la responsabilità di dichiararlo pericoloso.”
Rischi segnalati da anni
La Federazione Armatori Siciliani sostiene di avere più volte segnalato negli anni la situazione dei porti minori della costa etnea, parlando di insufficienza delle opere di protezione, fondali alterati e strutture esposte alle mareggiate.
L’emergenza meteo degli ultimi giorni avrebbe trasformato quelle segnalazioni in immagini concrete: barche danneggiate, strutture compromesse e moli sotto pressione.
Ora le richieste: verifiche e sicurezza
Gli operatori chiedono:
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verifiche tecniche immediate sui moli,
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accertamenti sulla stabilità delle strutture,
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comunicazioni ufficiali sulla sicurezza per il transito pedonale,
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interventi strutturali urgenti prima delle prossime mareggiate.
“Non vogliamo polemiche – dicono – ma sicurezza. Perché qui non si parla solo di barche, ma di persone.”
