Tino è stato un uomo di teatro tra i più attivi e prolifici degli ultimi cinquant’anni a Catania. Il suo amore per il teatro era nato, da ragazzino, sulle tavole del palcoscenico dei salesiani di Santa Maria delle Salette, “a Maronna Suletta” per gli indigeni, e da lì è stato un crescendo di esperienze attoriali di indubbio valore. Ma, innamorato com’era del Teatro, presto comprese che la fame di Teatro delle persone era più grande e diffusa di quello che poteva sembrare, comprese ch’era necessario affiancare, aggiungere all’offerta dei teatri blasonati che godevano di prebende pubbliche e mantenevano comunque i prezzi alti, una offerta teatrale che raggiungesse il maggior numero di persone; convinto com’era – e noi con lui – dell’estrema utilità del teatro in senso paideutico, teso cioè alla formazione culturale e delle coscienze, strumento prezioso di crescita per ciascuno e per l’intera società; oltre, com’è ovvio, all’aspetto ricreativo che porta dritto dritto al benessere fisico e spirituale dello spettatore.
Egli stresso chiamò questo teatro “popolare”, niente affatto intendendolo come teatro minore, ma semmai teatro “maggiore” per il suo alto contenuto civile, per la diffusione capillare tra la gente e, non ultimo, perché chiaro strumento di promozione sociale.
In questo senso, con la sua attività di impresario e organizzatore teatrale durata cinquant’anni e le trentaquattro edizioni delle rassegne teatrali della sua creatura, il Gruppo d’Arte Sicilia Teatro, egli è stato punto di riferimento di centinaia di artisti e di teatranti e, latu sensu, un vero e proprio benefattore dell’Umanità.
Tino Pasqualino era un uomo votato alla relazione con gli altri e aveva imparato dal Buon Gesù che l’amicizia prende forma e si consolida a pranzo e ancor più a cena (dopo lo spettacolo) e non di rado offriva, a chi ne aveva bisogno, il pasto. Mancherà a tutti, ai familiari, ai collaboratori, alla sterminata moltitudine degli amici.
La nostra redazione rinnova la vicinanza al figlio Salvo e al Gruppo d’Arte Sicilia Teatro che con coraggio e tenacia hanno deciso di continuare l’opera iniziata da Tino.
