Dopo la conferenza stampa del 15 novembre 2025, cresce la richiesta di un vincolo di tutela integrale e della creazione di un grande parco urbano.
Si è svolta pochi giorni fa, presso Città Insieme, la conferenza stampa del Comitato Orti della Susanna, dedicata alla situazione dell’ultima grande area verde rimasta integra nel quartiere Cibali. Un lembo di territorio che, nonostante decenni di speculazione edilizia e il fallimento del progetto del Centro Direzionale, è riuscito a sopravvivere come ecosistema quasi incontaminato.
Oggi quell’area — di proprietà del Consorzio Centro Direzionale, in liquidazione coatta e indebitato con la Sicilcassa, anch’essa in liquidazione — è in vendita a meno di cinque milioni di euro, una cifra enormemente inferiore alla precedente valutazione di circa quaranta milioni. Tuttavia, né il Comune di Catania né la Regione Siciliana hanno manifestato l’intenzione di acquistarla per destinarla a Parco urbano, nonostante il bisogno estremo di nuove aree verdi in città. La vendita è gestita dai commissari liquidatori sotto la vigilanza della Banca d’Italia, circostanza che complica ulteriormente il quadro amministrativo.
Un patrimonio naturale e storico unico a Catania
Gli Orti della Susanna rappresentano uno spazio di rara ricchezza ambientale e geologica. Qui si trovano:
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lave del 1669 e lave protostoriche, molto più antiche;
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argille pre-etnee, ossia precedenti alla formazione stessa del vulcano, che costituiscono il basamento dell’Etna;
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una presenza diffusa di specie vegetali erbacee, arboree e arbustive — bagolari, olivastri, ailanti, ricino — alcune ormai quasi scomparse nell’area urbana;
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una fauna varia, con rettili, piccoli mammiferi (talvolta specie protette) e uccelli rapaci come poiana e gheppio, che testimoniano l’equilibrio di una vera catena alimentare naturale.
L’area ospita inoltre elementi di grande valore storico e antropologico:
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muretti a secco, riconosciuti dall’Unesco come patrimonio dell’umanità;
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antichi sistemi di sollevamento e gestione dell’acqua (norie e saie);
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la Grotta Lucenti, cavità scavata per l’estrazione della ghiara, materiale molto richiesto fino agli anni Sessanta.
Fondamentale, nel mantenimento dell’ecosistema, è il ruolo dell’acqua che scorre sotto le lave permeabili e viene trattenuta dal sottostante strato di argilla impermeabile, creando un equilibrio idrogeologico prezioso.
La proposta di vincolo e la richiesta del Comitato
La Soprintendenza di Catania è recentemente intervenuta con una proposta di vincolo a più livelli sull’area e su altre lave cittadine. Tuttavia, solo la parte classificata con vincolo di livello 3 godrebbe di una tutela forte, escludendo interventi invasivi ed edificatori. Le porzioni soggette a vincolo di livello 1, invece, non riceverebbero protezioni adeguate, pur condividendo — secondo il Comitato — le medesime caratteristiche ambientali e geologiche.
Il 13 novembre, il Comitato ha inviato una PEC alla Regione Siciliana e alla Soprintendenza, presentando una formale Osservazione e chiedendo l’estensione del vincolo massimo a tutta l’area. Gli studi e i sopralluoghi effettuati dagli esperti del gruppo — architetti, geologi, agronomi, speleologi, ingegneri idraulici — mostrano infatti che l’area funziona come un sistema ecologico unico, il cui equilibrio verrebbe compromesso da interventi frammentati.
Nell’Osservazione vengono inoltre individuate alcune aree idonee a un vincolo intermedio (livello 2), dove potrebbero sorgere soltanto edifici di piccola volumetria per servizi di supporto alla fruizione del futuro Parco, evitando trasformazioni irreversibili e destinazioni urbanistiche incompatibili con il verde pubblico.
La proposta: un grande Parco urbano per Catania
Per il Comitato, la destinazione più appropriata degli Orti della Susanna è una sola: Parco urbano.
La realizzazione di una grande area verde nel cuore di un quartiere densamente edificato sarebbe un’occasione irripetibile per Catania, in linea con le direttive europee per la biodiversità, la resilienza climatica e gli obiettivi della Nature Restoration Law, che spingono le città ad aumentare le superfici ecologiche e gli spazi di natura urbana.
Secondo il Comitato, l’acquisto da parte delle istituzioni pubbliche, l’estensione dei vincoli di tutela e la progettazione di un Parco rappresenterebbero un atto di lungimiranza: un investimento nel futuro ambientale, sociale e sanitario della città.
