Catania, cittadino denuncia irregolarità nella compravendita immobiliare e nella perizia del CTU: “Chiedo che sia la collettività a giudicare”

Catania, cittadino denuncia irregolarità nella compravendita immobiliare e nella perizia del CTU: “Chiedo che sia la collettività a giudicare”

Un caso complesso e controverso approda all’attenzione pubblica. Il signor Francesco Laudani, residente a Catania, ha presentato un esposto all’associazione Consumatori d’Italia – Consitalia Difesa del Cittadino, segnalando una vicenda che dura ormai da diversi anni e che, secondo quanto dichiarato, avrebbe comportato ingenti danni economici e personali.

La vicenda: “Ho acquistato un progetto, ma mi sono ritrovato un edificio diverso”

Il signor Laudani riferisce di aver acquistato, con atto notarile, un appartamento basato sui progetti edilizi del 2009, che prevedevano due appartamenti per piano, ciascuno da cinque vani.
Secondo la sua testimonianza, il costruttore avrebbe successivamente presentato una SCIA del 2019 con modifiche sostanziali: gli appartamenti sarebbero diventati due e tre vani, con tre unità per piano invece di due.

Il cittadino denuncia che tali modifiche avrebbero comportato:

  • collocazione di bagni sopra le sue camere da letto, con conseguenti rumori e disturbi;

  • installazione di due colonne fognarie sulla sua facciata, che limiterebbero l’apertura delle finestre;

  • perdita di metri cubi d’aria e luce naturale sul balcone;

  • un peggioramento significativo della privacy nel proprio giardino, a causa delle nuove aperture (porte, finestre, lavanderie) del fabbricato modificato.

Il segnalatore sottolinea più volte: “Il CTU non vede danni”, riferendosi ai sopralluoghi svolti dal Consulente Tecnico d’Ufficio nominato dal Tribunale.

Il contenzioso: tra perizie, ritardi e costi aggiuntivi

Laudani riferisce che:

  • la consegna dell’immobile sarebbe avvenuta con tre anni di ritardo;

  • in questi anni avrebbe dovuto sostenere IMU e spese condominiali;

  • un architetto, nel 2018, avrebbe stimato un deprezzamento di oltre 39.000 euro;

  • un secondo tecnico, nel 2020, avrebbe quantificato il danno in circa 86.000 euro.

Nel 2019, ottenuto il via libera dal giudice per una perizia tecnica d’ufficio, viene effettuato il sopralluogo. Tuttavia — secondo il racconto del cittadino — il CTU:

  • non avrebbe riconosciuto danni strutturali o funzionali;

  • non avrebbe considerato IMU e spese condominiali come danno;

  • avrebbe riconosciuto solo parzialmente il danno da mancata fruizione dell’immobile, riducendolo del 30%.

L’esito della perizia, secondo quanto dichiara Laudani, lo avrebbe messo in una posizione di debolezza tale da essere costretto a svendere l’appartamento pensato per la propria famiglia.

Accuse di conflitti, avvocati cambiati e sfiducia nel sistema

Il signor Laudani racconta di aver cambiato più volte legale, denunciando comportamenti che ritiene pregiudizievoli nei suoi confronti, e sostiene di aver presentato un reclamo al Presidente del Tribunale per contestare l’operato del CTU, senza esito.

Nella sentenza finale, la giudice avrebbe dichiarato nulle le perizie dei professionisti incaricati dal cittadino — in quanto “privati” — e riconosciuto come irrilevanti le questioni poste dal ricorrente circa le modifiche edilizie originarie.

Il cittadino, dal canto suo, afferma:
“Come poteva un CTU confrontare la SCIA del 2019 con un immobile acquistato dieci anni prima con progetti del 2009? Se avesse riconosciuto i danni, la controparte avrebbe avuto interesse a trovare un accordo. Ma la perizia, dichiarando tutto regolare, ha reso qualsiasi trattativa impossibile.”

La richiesta finale: “Una trasmissione TV per giudicare apertamente quanto accaduto”

Deluso, amareggiato e convinto di non aver ottenuto giustizia, Laudani chiede che una trasmissione televisiva nazionale possa ospitare lui, il giudice e il CTU, per sottoporre l’intera vicenda al giudizio dell’opinione pubblica.

Conclude così la sua segnalazione:
“Non voglio giudicare nessuno. Voglio che siano gli italiani a conoscere la vicenda. Mi affido alla trasparenza e alla forza della verità.”

L’associazione: “Massima attenzione al caso”

L’Associazione Consumatori d’Italia – Consitalia Difesa del Cittadino fa sapere che ha preso in carico l’esposto, sta valutando i documenti forniti dal segnalatore e si riserva ulteriori iniziative, anche di carattere mediatico, per tutelare i diritti e gli interessi del cittadino.

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