L’appello: “La Magistratura accenda i riflettori sulla gestione degli aeroporti e della Camera di Commercio del Sud-Est”
CATANIA – “Sulla vicenda della privatizzazione della Sac, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso, si aggirano i corvi di Palazzo d’Orleans. Schifani vuole vendere, ma non intende concedere che a decidere sulla procedura, sulle modalità e sul prezzo sia la Camera di Commercio del Sud-Est, che detiene la quota di maggioranza della Sac”.
È durissima la denuncia di Anthony Barbagallo, segretario regionale del Partito Democratico e capogruppo Pd in Commissione Trasporti alla Camera, che commenta l’ennesimo rinvio dell’assemblea dei soci Sac chiamata a rinnovare il Consiglio di amministrazione.
“L’ente camerale – spiega Barbagallo – è guidato da oltre due anni da un commissario straordinario nominato da Palazzo d’Orleans, che non ha mai proceduto al rinnovo degli organi camerali, come la legge impone. In questo modo, Schifani tiene in ostaggio la Camera di Commercio del Sud-Est e punta a pilotare il rinnovo del Cda Sac, esautorando di fatto i legittimi proprietari: gli imprenditori e le organizzazioni datoriali. È un atto di forza e un abuso politico senza precedenti”.
Barbagallo parla di “ennesimo atto di arroganza istituzionale e amministrativa” e annuncia una interrogazione urgente in Parlamento.
“Il presidente Schifani – aggiunge – si comporta da monarca, infischiandosene del territorio e degli interessi dei siciliani. Ma la Camera di Commercio del Sud-Est non è cosa sua, così come gli aeroporti. Gli scali di Catania e Comiso sono un bene strategico e pubblico, e vanno gestiti nella trasparenza e nell’interesse della collettività, non nei salotti della politica”.
Un silenzio che pesa: serve un intervento della Magistratura
Intanto, nell’opinione pubblica cresce il malumore e si allunga l’elenco delle domande rimaste senza risposta.
Perché da anni, nonostante le segnalazioni, nessuna Procura ha mai indagato a fondo sulle vicende legate alla gestione dell’aeroporto di Catania, della Sac e della Camera di Commercio del Sud-Est?
Come mai – si chiedono in molti – nessuna autorità giudiziaria ha mai ritenuto necessario verificare le scelte amministrative, le relazioni economiche e le possibili interferenze politiche che da tempo circondano le due strutture più strategiche dell’economia siciliana?
Le anomalie sono evidenti: procedure opache, commissariamenti prorogati, bilanci discussi in sedi ristrette, e una crescente sensazione che la trasparenza sia diventata un optional.
Dietro il silenzio si nasconde forse un equilibrio di poteri che nessuno ha interesse a toccare?
È il momento che la Magistratura faccia la sua parte, accendendo i riflettori su un sistema che appare ormai impenetrabile e autoreferenziale, e che rischia di trascinare con sé la credibilità delle istituzioni locali.
Servono inchieste, verifiche e un segnale forte di legalità, perché la gestione di un aeroporto – e ancor più di due – non può diventare terreno di manovre politiche, né essere affidata a logiche di appartenenza o di convenienza.
Una richiesta di rinnovamento anche nella giustizia
Da più parti si levano anche richieste di rotazione dei magistrati che da anni operano negli stessi uffici giudiziari etnei, proprio per restituire fiducia e imparzialità a una città che sente il peso di un sistema bloccato.
Catania, oggi più che mai, ha bisogno di occhi nuovi e coraggio istituzionale.
Perché – come molti cittadini ricordano – la legalità non si dichiara: si esercita.
E in questa vicenda, la Magistratura non può più restare a guardare.
