Ognina, una particella catastale può bloccare il grande progetto di rigenerazione urbana

Ognina, una particella catastale può bloccare il grande progetto di rigenerazione urbana

Il futuro del Borgo di Ognina torna ad essere incerto. Una sola particella catastale da 110 metri quadri rischia infatti di frenare il progetto da 11,7 milioni di euro “Il Borgo Restituito – Rigenerazione Urbana del Lungomare da piazza Nettuno a piazza Mancini Battaglia”, finanziato con fondi del ministero dell’Interno e già affidato alla rete temporanea di imprese Colombrita costruzioni srl e Repin srl.

Il Circolo Canottieri Jonica ha presentato un ricorso al Tar contro Comune di Catania, assessorato regionale Territorio e Ambiente, ministero dell’Interno e ministero dell’Economia, chiedendo la sospensione in via cautelare delle opere. Al centro del contenzioso c’è l’esproprio di un’area privata necessaria per la realizzazione della nuova rampa che collegherà il lungomare (quota 7,5 metri) con il borgo marinaro (quota 2 metri) dopo l’abbattimento dell’attuale “ponte” che oscura la vista mare davanti al Santuario di Santa Maria in Ognina.

Secondo il ricorso, curato dall’avvocato Carmelo Barreca, il progetto – redatto dallo studio Bodàr, vincitore di un concorso con 53 partecipanti – avrebbe seguito una procedura «fin troppo rapida» e prevederebbe «l’acquisizione e demolizione di locali e l’occupazione di area di proprietà del Circolo Canottieri» (catasto, foglio 8 n. 178). Il Circolo chiede che la rampa venga traslata di pochi metri, ritenendo che l’avvio dei lavori provocherebbe «un danno grave e irreparabile».


Esposti del Comitato “Ognina non si vende”

A rendere la vicenda ancora più delicata è l’azione del Comitato Cittadino “Ognina non si vende”, che ha depositato esposti-denuncia presso la Procura della Repubblica di Catania.
Gli esposti riguardano le concessioni demaniali giudicate anomale, con particolare riferimento all’ultima assegnata alla Tortuga srl, e denunciano possibili danni al patrimonio storico e paesaggistico. Copie degli atti sono state inviate anche al Genio Civile, alla Soprintendenza ai Beni Culturali e alla Regione Siciliana.

Gli utenti e i residenti, riuniti nel Comitato, confidano che con l’arrivo del nuovo Procuratore della Repubblica di Catania si possa finalmente dare impulso a queste indagini e «smuovere» procedimenti che toccano beni comuni e interesse collettivo.


Il progetto di rigenerazione urbana prevede 600 giorni di lavori: ogni rinvio rischia di compromettere le scadenze per l’utilizzo dei finanziamenti ministeriali. La prossima decisione del Tar sarà quindi decisiva non solo per il destino del Borgo di Ognina, ma anche per la tutela di un patrimonio storico e ambientale che la comunità considera irrinunciabile.

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