SUICIDI IN CARCERE, CONSITALIA SI UNISCE ALL’APPELLO DI GIURISTI, MAGISTRATI E AVVOCATI: “SITUAZIONE INDEGNA, SERVONO INTERVENTI URGENTI”

SUICIDI IN CARCERE, CONSITALIA SI UNISCE ALL’APPELLO DI GIURISTI, MAGISTRATI E AVVOCATI: “SITUAZIONE INDEGNA, SERVONO INTERVENTI URGENTI”

Cinquantasei suicidi dall’inizio del 2025, sette dei quali solo nel mese di agosto. Tre casi riguardano lo stesso personale penitenziario. Numeri che descrivono una vera e propria emergenza nazionale e che hanno spinto tre delle principali realtà del mondo della giustizia – l’Associazione Italiana Professori di Diritto Penale, l’Associazione Nazionale Magistrati e l’Unione Camere Penali Italiane – a indirizzare una lettera aperta ai presidenti di Senato e Camera, al presidente del Consiglio e al ministro della Giustizia.

Ora anche l’Associazione dei Consumatori d’Italia – Consitalia annuncia di sposare pienamente i contenuti dell’appello: «La vita e la dignità umana vengono prima di tutto. Quella carceraria è una condizione che riguarda non solo i detenuti ma l’intera società: l’assenza di percorsi rieducativi efficaci aumenta la recidiva e compromette la sicurezza collettiva» – ha dichiarato il presidente Alfio Fabio Micalizzi.

Le criticità

Il testo della lettera mette in evidenza le condizioni “indegne di un Paese civile”: celle sovraffollate, mancanza di spazi vitali adeguati, insufficienza di personale educativo e sanitario, assenza di strumenti concreti di prevenzione del disagio psicologico. Il carcere – si legge – non è più luogo di rieducazione ma di mera afflizione, in contrasto con l’articolo 27 della Costituzione.

Le proposte

Tra le soluzioni prospettate, oltre all’amnistia e all’indulto di competenza parlamentare, figurano:

  • misure deflattive immediate, come l’estensione della liberazione anticipata e il potenziamento delle pene sostitutive e alternative;

  • rafforzamento degli organici negli Uffici di Sorveglianza e nei servizi di sostegno psicologico e sanitario;

  • revisione delle politiche penali, con pene meno afflittive per determinati reati, così da ridurre il ricorso sistematico alla custodia cautelare in carcere.

L’allarme di Consitalia

Consitalia sottolinea come la questione penitenziaria sia anche un tema di giustizia sociale: «Le carceri sono lo specchio della nostra società. Non possiamo tollerare che la risposta alle fragilità sia solo la detenzione, senza strumenti di recupero e reinserimento. A pagare il prezzo più alto non sono solo i detenuti, ma anche le loro famiglie e la collettività intera».

L’associazione chiede quindi che la politica intervenga senza ulteriori rinvii, accogliendo le proposte tecniche avanzate da magistratura, avvocatura e mondo accademico.

Conclusione

L’appello congiunto – ora sostenuto anche da una realtà rappresentativa della società civile come Consitalia – mira a riportare al centro del dibattito pubblico e parlamentare la questione penitenziaria, troppo spesso rimossa, ma oggi resa drammatica da una scia di suicidi che non può più essere ignorata.

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