Un nuovo caso di presunto abuso nella riscossione coattiva arriva dalla provincia di Catania. Una cittadina ha denunciato di aver subito il pignoramento di oltre 1.100 euro sul proprio conto corrente da parte della SO.GE.R.T. S.p.A., concessionaria per la riscossione, in relazione a una vecchia multa stradale elevata nel 2019 nel Comune di Mascali.
Secondo la ricostruzione, la somma sarebbe stata trattenuta senza che l’interessata avesse mai ricevuto alcuna notifica dell’atto di pignoramento né dal Comune né dal concessionario. A complicare la vicenda, l’importo sarebbe stato bloccato nonostante al momento della notifica il conto corrente risultasse privo di disponibilità, con accrediti intervenuti solo successivamente e peraltro legati a rimborsi spese destinati a un’associazione, dunque non a redditi personali.
La contestazione si concentra su più punti:
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la mancata notifica preventiva dell’atto di pignoramento, in violazione del diritto di difesa;
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la prescrizione dei termini, trattandosi di infrazione risalente a oltre cinque anni fa;
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il mancato rispetto delle soglie di impignorabilità previste dalla legge;
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l’assenza di chiarezza sul mandato affidato dal Comune di Mascali alla SO.GE.R.T. per la gestione della riscossione.
Nonostante una diffida e una formale istanza di accesso agli atti presentata già a luglio 2025, ad oggi – settembre 2025 – non sarebbe giunto alcun riscontro dalle autorità competenti. Da qui la decisione della cittadina di annunciare il deposito di una denuncia-querela alla Procura della Repubblica, ipotizzando le fattispecie di abuso d’ufficio, omissione di atti d’ufficio ed esecuzione forzata illegittima.
Il caso solleva nuovamente l’attenzione sul tema della riscossione coattiva in Sicilia, con particolare riferimento all’operato dei concessionari privati e alla tutela dei diritti dei cittadini. Le associazioni dei consumatori, già attive sul territorio, parlano di “una giungla normativa che lascia spazio a gravi irregolarità, spesso a danno dei più deboli”.
Il rischio, denunciano, è che si crei un clima di sfiducia non solo verso i concessionari ma anche verso le istituzioni pubbliche che affidano loro i servizi di riscossione, senza garantire trasparenza e risposte nei tempi di legge.
