Consitalia: “Subito interventi della Magistratura e sequestri dei canali abusivi”
Lamezia Terme / Catania – In Calabria continua l’azione della Magistratura e delle Forze dell’Ordine contro i reati ambientali. Dopo i cinque impianti di depurazione del Tirreno cosentino sequestrati dalla Procura di Paola, ora è stato nuovamente posto sotto sequestro il depuratore di Soverato che serve i comuni di Satriano, Davoli e San Sostene. Le accuse: cattiva gestione, scarichi abusivi e urbanizzazione eccessiva che hanno compromesso l’equilibrio marino-costiero.
Mentre in Calabria la Procura e la Capitaneria dimostrano di vigilare con rigore sulla tutela ambientale, a Catania la situazione appare paradossale: il mare sembra “protetto” non da azioni di bonifica ma dal silenzio delle istituzioni.
L’Associazione dei Consumatori d’Italia – Consitalia, Sportello Difesa del Cittadino, denuncia con forza:
“Da anni segnaliamo la presenza di canali abusivi che riversano in mare milioni di litri di reflui fognari al secondo, come nel caso eclatante di Acitrezza, finito perfino nei servizi televisivi di Striscia la Notizia. Nonostante centinaia di segnalazioni ed esposti, nulla è stato fatto. E intanto l’area marina protetta diventa una cloaca a cielo aperto, con danni irreparabili all’ambiente, alla salute dei cittadini e all’economia turistica”.
Per questo motivo Consitalia rivolge un appello diretto al neo Procuratore della Repubblica di Catania, al Prefetto e al Questore:
“Chiediamo con urgenza di avviare sequestri e indagini sui canali abusivi che scaricano reflui in mare, così come avviene in Calabria con i depuratori fuori norma. Non è più tollerabile che la Sicilia resti impantanata nell’inerzia e nella complicità, mentre il nostro mare viene avvelenato ogni giorno”.
La tutela ambientale non può avere geometrie variabili: se in Calabria la magistratura agisce con determinazione, anche a Catania la giustizia e le istituzioni devono dimostrare la stessa fermezza.
