28 febbraio 1946: IlConsiglio dei Ministri, presieduto da De Gasperi, decide che siano svolte contestualmente le elezioni per l’Assemblea Costituente e per il Referendum su Repubblica o Monarchia

 

Di Santi Maria Randazzo
Dopo la caduta del governo Bonomi, succeduto al governo Badoglio dimessosi il 12 giugno 1944, si avviano le trattative per la formazione del nuovo governo e la scelta del Presidente del Consiglio dei Ministri: le iniziali candidature di Orlando e successivamente di Sforza non trovano i consensi necessari per eleggere quei candidati a Presidente del Consiglio e per poter formare il nuovo governo con una maggioranza stabile; alla fine viene accettata la candidatura di Alcide De Gasperi il cui governo si insedierà il 10 dicembre 1945. Sin dall’inizio del nuovo governo la maggioranza di governo si trova ad affrontare le fondamentali questioni legate alla firma del Trattato di Pace ed alla elezione ed ai poteri da attribuire all’Assemblea Costituente. Quasi alla fine del febbraio del 1946 le trattative dei partiti che avevano fatto parte del CNL e che componevano il governo De Gasperi non avevano ancora definito del tutto e consensualmente le questioni afferentialla ripartizione dei poteridell’assemblea Costituente – istituita con decreto legge luogotenenziale 25 giugno 1944 n. 151 -in attesa che entrasse in vigore la nuova Costituzione, i rapporti transitori con la Luogotenenza del Regno, nonché la data del referendum costituzionale. La percezione, suffragata da specifiche informazioni, più che un semplice sospetto, che la non casuale definizione di questa problematica fosse fatta ritardare ad arte dai rappresentanti degli ambienti fascisti e monarchici, per provocare un sussulto della piazza così da giustificare l’intervento repressivo degli Alleati a favore della Monarchia, induce Togliatti e Nenni a porre con fermezza a De Gasperi la necessità di giungere rapidamente alla definizione della ripartizione dei poteri in sede costituzionale e a decidere contestualmente la data delle elezioni per eleggere l’Assemblea Costituente.Nella riunione interlocutoria del Consiglio dei Ministri tenuta il 27 febbraio 1946 non si raggiunse una piena unanimità su tutti gli articoli della legge della Costituente, anche se si approvò il testo dell’art. 5 e, soprattutto, dell’art. 9 che così recitava: “Nessuno degli impegni assunti precedentemente dai Funzionari civili e militari, limita e vincola la libertà di opinione e di voto dei Funzionari e dipendenti civili e militari dello Stato. Con ci28 febbraio 1946: IlConsiglio dei Ministri, presieduto da De Gasperi, decide che siano svolte contestualmente le elezioni per l’Assemblea Costituente e per il Referendum su Repubblica o Monarchia

Di Santi Maria Randazzo
Dopo la caduta del governo Bonomi, succeduto al governo Badoglio dimessosi il 12 giugno 1944, si avviano le trattative per la formazione del nuovo governo e la scelta del Presidente del Consiglio dei Ministri: le iniziali candidature di Orlando e successivamente di Sforza non trovano i consensi necessari per eleggere quei candidati a Presidente del Consiglio e per poter formare il nuovo governo con una maggioranza stabile; alla fine viene accettata la candidatura di Alcide De Gasperi il cui governo si insedierà il 10 dicembre 1945. Sin dall’inizio del nuovo governo la maggioranza di governo si trova ad affrontare le fondamentali questioni legate alla firma del Trattato di Pace ed alla elezione ed ai poteri da attribuire all’Assemblea Costituente. Quasi alla fine del febbraio del 1946 le trattative dei partiti che avevano fatto parte del CNL e che componevano il governo De Gasperi non avevano ancora definito del tutto e consensualmente le questioni afferentialla ripartizione dei poteridell’assemblea Costituente – istituita con decreto legge luogotenenziale 25 giugno 1944 n. 151 -in attesa che entrasse in vigore la nuova Costituzione, i rapporti transitori con la Luogotenenza del Regno, nonché la data del referendum costituzionale. La percezione, suffragata da specifiche informazioni, più che un semplice sospetto, che la non casuale definizione di questa problematica fosse fatta ritardare ad arte dai rappresentanti degli ambienti fascisti e monarchici, per provocare un sussulto della piazza così da giustificare l’intervento repressivo degli Alleati a favore della Monarchia, induce Togliatti e Nenni a porre con fermezza a De Gasperi la necessità di giungere rapidamente alla definizione della ripartizione dei poteri in sede costituzionale e a decidere contestualmente la data delle elezioni per eleggere l’Assemblea Costituente.Nella riunione interlocutoria del Consiglio dei Ministri tenuta il 27 febbraio 1946 non si raggiunse una piena unanimità su tutti gli articoli della legge della Costituente, anche se si approvò il testo dell’art. 5 e, soprattutto, dell’art. 9 che così recitava: “Nessuno degli impegni assunti precedentemente dai Funzionari civili e militari, limita e vincola la libertà di opinione e di voto dei Funzionari e dipendenti civili e militari dello Stato. Con ciò è tolto ogni valore al giuramento dei militari, in modo tanto più evidente in quanto in base all’art. 9 dovranno, prima che siano indette le elezioni […] impegnarsi sul loro onore a rispettare il risultato del referendum istituzionale e le relative decisioni dell’assemblea Costituente.” Si decise inoltre di tenere contestualmente le elezioni per la Costituente insieme al referendum istituzionale. Il Consiglio dei Ministri si aggiornò al 28 febbraio, ratificando gli accordi fatti e sottoscritti dai partiti di governo e stabilendo che fosse deliberata una norma relativa al dovere di voto che così declarava: “L’esercizio del voto è un obbligo morale per ogni cittadino e viene dato mandato ai comuni di esporre negli albi comunali, per un mese, l’elenco degli elettori che non hanno partecipato alle elezioni.” Su proposta di De Gasperi viene inoltre approvata la norma per cui, in caso di mancata partecipazione alle elezioni, venga inserito nel certificato di buona condotta del cittadino che non avesse votato la dicitura “non ha votato.” Nel mentre in Italia ci si avvia verso le elezionie si cerca di trovare un accordo per individuare il nome del Primo Presidente della Repubblica e per formalizzare la costituzione del nuovo governo.a Parigi si discute sui contenuti del Trattato di Pace a cui partecipa come rappresentante dell’Italia Alcide De Gasperi.
ò è tolto ogni valore al giuramento dei militari, in modo tanto più evidente in quanto in base all’art. 9 dovranno, prima che siano indette le elezioni […] impegnarsi sul loro onore a rispettare il risultato del referendum istituzionale e le relative decisioni dell’assemblea Costituente.” Si decise inoltre di tenere contestualmente le elezioni per la Costituente insieme al referendum istituzionale. Il Consiglio dei Ministri si aggiornò al 28 febbraio, ratificando gli accordi fatti e sottoscritti dai partiti di governo e stabilendo che fosse deliberata una norma relativa al dovere di voto che così declarava: “L’esercizio del voto è un obbligo morale per ogni cittadino e viene dato mandato ai comuni di esporre negli albi comunali, per un mese, l’elenco degli elettori che non hanno partecipato alle elezioni.” Su proposta di De Gasperi viene inoltre approvata la norma per cui, in caso di mancata partecipazione alle elezioni, venga inserito nel certificato di buona condotta del cittadino che non avesse votato la dicitura “non ha votato.” Nel mentre in Italia ci si avvia verso le elezionie si cerca di trovare un accordo per individuare il nome del Primo Presidente della Repubblica e per formalizzare la costituzione del nuovo governo.a Parigi si discute sui contenuti del Trattato di Pace a cui partecipa come rappresentante dell’Italia Alcide De Gasperi.

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