doValue apre alle cartolarizzazioni immobiliari, ma i cittadini si pongono domande: che modello hanno usato finora?

doValue apre alle cartolarizzazioni immobiliari, ma i cittadini si pongono domande: che modello hanno usato finora?

Catania – Roma – Milano – Con la recente fusione di doNext e Master Gardant, il gruppo doValue ha annunciato ufficialmente l’ingresso nel mercato delle cartolarizzazioni immobiliari e dei basket bond. Si tratta di un passo significativo, in linea con l’obiettivo di diversificare i ricavi – già circa il 7% derivano dal master servicing – e rafforzare la presenza nel settore .

Ma—si chiedono migliaia di cittadini che hanno vissuto procedure esecutive immobiliari gestite da società mandatarie del gruppo—se solo ora si “apre” a questi strumenti, come sono state svolte fino ad oggi le aste immobiliari e le vendite giudiziarie?


Numeri e dimensioni operative


Il problema: società con capitale minimo e operatività opaca

Le esecuzioni immobiliari sono state spesso delegate a Srl con capitale sociale di soli 10.000 €, formalmente indipendenti, ma riconducibili a doValue o suoi mandati. Queste società:

  • Spesso prive di personale interno o con sede inesistente;

  • Agiscono tramite studi legali, custodi, delegati alle vendite, pur effettuando operazioni su interi portafogli immobiliari;

L’operatività risulta formalmente legale, ma è lecito domandarsi:

  • Chi detiene il potere reale nelle procedure?

  • Chi controlla il rispetto dei requisiti patrimoniali e di trasparenza?

  • Le vendite all’asta tutelano pienamente i diritti degli esecutati?


Normativa vigente e obblighi

Le cartolarizzazioni operano attraverso le SPV (società veicolo), iscritte in un elenco statistico gestito dalla Banca d’Italiaen.wikipedia.org+4dovalue.it+4Documenti Camera+4bancaditalia.it+1bancaditalia.it+1. Tali veicoli:

  • Devono inviare periodicamente dati statistici, ma non garantiscono trasparenza legale nei confronti dei debitori né una vigilanza specifica;

  • I servicer (master e special), iscritti a TULPS e vigilati, devono operare con tracciabilità e rispetto dei diritti dei debitori locali.

Tuttavia, quando il controllo è affidato a Srl ampie delegazioni, permane il sospetto di una gestione che gira attorno ai confini della legalità sostanziale.


Quali chiarimenti chiedono i cittadini?

Proprio ora che doValue dichiara di guardare ufficialmente al comparto immobiliare, gli utenti colpiti dagli anni di esecuzioni opache chiedono:

  1. Chiarezza sulla titolarità effettiva dei mandati in partecipazione e sulle società utilizzate.

  2. Controlli di Banca d’Italia e Ministero Economia su assetti societari e rispetto delle norme antiriciclaggio.

  3. Intervento del Ministero della Giustizia e dei tribunali sul procedimento di nomina dei mandatari e sulla tutela del debitore esecutato.

“Non siamo solo numeri in un pacchetto finanziario. Vogliamo sapere chi decide delle nostre case”, dichiarano molte famiglie colpite dalle esecuzioni.


Verso una giustizia trasparente

Mentre doValue cresce – con valori Gbv da 90 miliardi per doNext e nuovi business – le famiglie reclamano una giustizia più equa, non una giustizia finanziaria su scala industriale. Le istituzioni devono rispondere: il regime normativo consente operazioni legittime ma potenzialmente ingiuste.

L’invito è quindi a una riflessione ampia partecipata:
una vera giustizia non ammette zone d’ombra, neanche quando agisce tra Euronext e consorzi finanziari.

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